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Di Emiliano Ragoni | 28.01.2013 20:06 CET

La mobilità sostenibile sta assumendo connotati sempre più importanti. Tutte le azienda stanno investendo molto su soluzioni ibride ed elettriche; il recente accordo Toyota-BMW ne è un esempio. Ma le soluzioni ex-novo non rappresentano le sole ed uniche possibilità, esistono infatti delle aziende che effettuano le conversioni delle vetture tradizionali in vetture elettriche. eCars-now! è un esempio in tal senso. eCars-now! è il nome del progetto dell'associazione eV-Now! che si prefigge il compito di far crescere il Retrofit in Italia. Cos'è il retrofit? Scopriamolo insieme.

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Con l'occasione riportiamo un'intervista fatta ai membri dell'azienda italiana dall'ingegner De Mitri. Lo staff di eCars-Now! è così composto: Riccardo Mele, Roberto Vezzi e Daniele Invernizzi. 

Queste le parole di Invernizzi sulla presentazione dell'associazione: "Ecarsnow è un'associazione nata e ripresa da un'iniziativa finlandese. L'obiettivo comune è la mobilità elettrica, e nello specifico il Retrofit elettrico, che è il passaggio più semplice per arrivare ad avere mezzi elettrici nelle nostre strade, alla portata di tutti. Alcuni ci conoscono grazie alla rivista WIRED ed al suo direttore Riccardo Luna: insieme abbiamo convertito in elettrica la nostra DeLorean, l'auto di ritorno al futuro, partendo poi da Milano per una grande sfida, che abbiamo portato a termine con successo:  l'Electric Race Milano-Roma, viaggio fatto completamente con energia elettrica".

Quindi il messaggio dell'associazione è piuttosto chiaro: analizza delle vetture che già esistono e non devono essere fabbricate appositamente, le modifica togliendo il vecchio motore termico in ragione di un moderno ed efficiente motore elettrico con tutta l'elettronica di contorno ed, ovviamente, le batterie. Il retrofit reinventa le auto in chiave ecologica ed economica.

Interpellato su questioni relative all'efficienza energetica, Invernizzi risponde così:  "Il motore delle auto normali, anche le più moderne, si chiama "termico" e con la parola "termico" i tecnici hanno riassunto quello che rappresenta il motore a benzina: una caldaia, che ci fa anche muovere, ma che principalmente produce calore. In parole povere, ipotizzando di introdurre "100 unità" di carburante, lui ci restituirà circa  "20 unità" di energia meccanica per muoverci, mentre il resto diventerà calore (assieme agli scarti, ovvero i fumi e le polveri sottili). Attualmente nel motore elettrico a fronte di 100 unità riceveremo circa 65 unità di energia meccanica, questo si traduce in circa 150 km percorsi con circa 1,90 euro di energia elettrica e quasi zero manutenzione, perché non ci sono cambi olio, filtri, candele, marmitte".

E ancora: "John Ford, visionario creatore della nota casa automobilistica, era solito dire che "più cose si muovono in un'auto, più sarà facile che questa si guasti. Nell'auto elettrica si muove solo l'albero motore, nelle tradizionali? Pistoni, pulegge, valvole, pompe, farfalle, liquidi, gas... Nel nostro sito i più curiosi e tecnici potranno trovare risposte ai principali dubbi sull'auto elettrica ma anche approfondimenti tecnici ed energetici".

Il membro dello staff della facoltosa associazione italiana afferma che le auto elettriche sono ZEV: Zero Emission Vehicles, il che significa che non emettono nemmeno un grammo di Co2 e nemmeno perdono olio. Il retrofit recupera auto per le quali l'ambiente ha già pagato un prezzo, in termini di energia usata per fabbricarle e CO2 versata nell'atmosfera durante la loro "vecchia vita termica".

Invernizzi sostiene che l'auto elettrica è nata assieme, se non prima, dell'auto termica ma a causa di investimenti che sono andati verso la direzione delle auto a benzina non si è potuta sviluppare a dovere. Negli anni i motori elettrici si sono sviluppati molto più di quelli termici e sono stati inseriti con successo nell'industria ed in altri settori, ma molto meno nei trasporti.

E' interessante inoltre l'approccio di eCarsNow! Essendo un'associazione ha dato priorità alla condivisione di esperienza. Tutti i protocolli utilizzati dall'azienda sono "open", a disposizione di tutti, così come i contatti, successi ed insuccessi. In questo modo si evita che una buona idea possa essere comprata da chi vuole che questa non venga messa a disposizione delle masse, e se uno dei fondatori dovesse abbandonare il progetto, chiunque potrebbe subentrare trovando in dote l'esperienza condivisa.

In sostanza eCarsNow! promuove un'idea stimolando la concorrenza tra produttori e fornitori per ottenere i migliori prodotti ed i migliori prezzi; collabora con ingegneri e tecnici che vogliano mettere a disposizione la loro esperienza e volontari che aderiscano appieno ai principi dell'azienda stessa. Una soluzione in tal senso sono i gruppi di acquisto che rappresentano il modo per ottenere i prezzi all'ingrosso dei componenti, l'attenzione di media ed istituzioni ed un prodotto sviluppato e sempre migliore. 

Come deve fare un cittadino che volesse rivolgersi ad eCars-Now per convertire la propria auto? La chiave dell'associazione italiana è come detto il gruppo di acquisto: individuare un modello di auto che sia interessante per tutti, ottenere i prezzi migliori, convertirla e commercializzarla. In questo modo il prezzo finale è il migliore che si possa avere, ed è sempre possibile replicare l'esperienza con ulteriori gruppi di acquisto, semplicemente avviando una nuova campagna acquisto e conversione.

eCarsNow!  ha anche officine in grado di convertire molti veicoli e diversi modelli. In primis il cliente invia la copia del libretto; successivamente riceve un preventivo al prezzo migliore. L'autonomia base è di circa 140 km con una ricarica, la percorrenza media in città di una persona che va al lavoro e torna a casa la sera è di circa 50km. 

Ma eCarsNow! non si limita a questo. Aggiungendo batterie è possibile ottenere l'autonomia di un'auto normale, operazione effettuabile anche in un secondo momento. Le auto convertite si ricaricano da qualsiasi presa di casa, o dalle colonnine elettriche di ricarica.  Ecarsnow! sta aprendo importanti collaborazioni con enti, istituzioni e privati, e questo non deve sorprendere, perché i vantaggi sono evidenti e tangibili, immediati e convenienti.

Ringraziamo l'Ing. De Mitri per averci dato la possibiltà di utilizzare la sua intervista. 

E voi cosa ne pensate? Vi piace l'idea di convertire la vostra auto tradizionale in auto elettrica?

Le perplessità sicuramente non mancano perchè per l'abilitazione alla circolazione su strada occorre intervenire anche su freni, sterzo, distribuzione delle masse, sicurezza, insomma tutte attività costose. In Italia però le alternative non mancano e esiste anche uno spin-off del Politecnico di Milano che è in procinto di commercializzare un kit in grado di trasformare l'auto tradizionale in ibrida.

QUI l'articolo completo.

 

[Fonte: BlogMarcoDeMitri | eCars-Now!]

 

This article is copyrighted by International Business Times.
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