La campagna elettorale prosegue a grandi passi verso la data delle elezioni e i candidati si lanciano accuse una dietro l'altra. Questa mattina su La7 Monti ha promesso tagli fiscali e sull'ipotetica manovra correttiva di primavera ha lanciato un messaggio: "Anche se nel 2013 il Pil andasse peggio di quanto previsto tempo fa, e se fosse negativo, questo non porterebbe di per sè la necessità di una manovra, perché l'obiettivo di bilancio è in termini strutturali, non per ciclo. Quindi io escludo la manovra, ma non escludo niente in certi casi di esiti del voto".
Reuters
Risponde a Monti su fisco e conti dello Stato
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Ma a stretto giro arriva la replica del segretario Pd Bersani. "Io sono stanco di manovre, come credo tutti gli italiani. Non si può inseguire la recessione con delle manovre e quindi sono contro. Detto questo qualche problemino da affrontare c'è, lo sa anche Monti. Vediamo se si fa pari e patta, ecco abbassamento dei tassi e problemi che abbiamo, tipo gli ammortizzatori da coprire. Mi par di aver capito che la manovra non si fa se c'è lui. Un po' di modestia sarebbe consigliabile".
Il segretario Pd ironizza sulle frasi dei suoi due contendenti in tema di tasse e fisco: "Oggi le tasse sono calate di 30 miliardi tra quello che hanno detto Berlusconi e il nuovo Monti". Ma poi chiede di fare chiarezza e chiede a tutti uno sforzo di memoria: "Se si vuol far passare l'idea che siamo gli amiconi delle banche ci si ricordo chi ha messo le mani sulla trasferibilità mutui, si ricordi quanto fatto da Tremonti e quanto da Visco sul nodo del localismo delle banche o ancora dal Pd in Parlamento sui derivati".








