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Di Alessandro Proietti | 29.01.2013 10:39 CET

Viva gli ottimisti, anche quelli leggermente forzati.

"C'è definitivamente un barlume di speranza; una luce alla fine del tunnel".

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Parole già sentite da più persone, metafore comuni che tornano puntuali nelle dichiarazioni. Tutto nella norma se non fosse che questa volta giungono da chi non ti saresti mai aspettato. Nell'ipotetico gioco del Cluedo di questa crisi economica in cui cerchiamo tutti di capire chi sia stato l'assassino e come abbia fatto, a parlare del futuro, questa volta, è la vittima per antonomasia: la Grecia.

Il virgolettato sopra riportato è infatti di Yannis Stournaras, ministro greco delle Finanze. "La probabilità che la Grecia lasci l'euro è ora molto ridotta", continua.

"Abbiamo fatto in modo tale da far 'cambiare rotta' all'economia. Dai mercati c'è molto più ottimismo. I depositi tornano nelle banche, il governo sta pagando gli arretrati al settore privato e c'è un cambiamento sul come l'Europa ci guarda. Quindi tutti gli indicatori principali sono positivi. Siamo a due/terzi del cammino verso il nostro target. La gente può [tornare a] sperare".

"Verso l'ultimo trimestre del 2013, avremo la ripresa".

Un inno alla gioa, il manifesto della speranza scritto, nel momento stesso in cui la stanchezza rischia di colpire i big d'Europa, proprio da chi veniva dato come spacciato e senza futuro. La disastrata Grecia trova le forze per tornare a credere in un neanche troppo remoto futuro migliore. Stournaras forse eccede nella sua improvvisa rosea visione ma, talvolta, una piccola bugia rende meglio di una cruda, grigia, realtà.

Restano, comunque, importanti criticità che nemmeno una ventata di sano ottimismo può nascondere sotto il tappeto. La disoccupazione al 26.8%, la povertà in aumento, sei anni consecutivi di recessione; sono solo alcuni degli importanti problemi da non sottovalutare in Grecia. Le stesse stime parlano di una contrazione del Pil, complessiva, al 4.5% in questo 2013.

Ma Stournaras, che conosce bene questi numeri, resta deciso: "Sono certo, al 100%, che questo sarà l'ultimo anno di recessione in Grecia".

Intanto il debito si aggira attorno al 180% del Pil ed il target per il 2020 (124%) non sembra così facile da centrare. "Sarei lieto di ridurre il livello del debito ma esistono differenti vie per giungere a tale risultato (...) [il tutto] dovrebbe avvenire in modo tale da minimizzare 'i danni'".

Di promessa in promessa: "Se implementeremo il piano di riforme di quest'anno, non ci saranno più piani di austerità (...) Non ci saranno altri tagli a stipendi, benefici e pensioni".

La frase sembra quasi retorica, tutti i cittadini europei si sono ormai abituati a non credere troppo in questi proclami ma sono ora presenti alcuni aspetti da non sottovalutare. La momentanea "tranquillità" dei mercati fornisce, ai Paesi in difficoltà, importanti nicchie di tempo durante le quali è possibile fermarsi e ponderare al meglio le proprie scelte. Tolta la frenesia del dover attuare tutto e subito, influirà positivamente anche il recente passato che guiderà il futuro lontano da errori già commessi (si spera).

"La Grecia è stata forzata a tagliare troppo e troppo in fretta - continua Stournaras - (...) con il senno di poi avremmo dovuto, all'inizio, porre maggiore enfasi sulle riforme strutturali e sulle privatizzazioni. Ma non possiamo andare indietro. Inutile piangere sul latte versato. L'Eurozona non era preparata per la crisi."

Chiude deciso, poi, il ministro delle Finanze. Il suo discorso cerca di esulare dal proclama politico per trasmettere nella maniera più pura possibile il nuovo sentimento: bisogna esser convinti di aver fatto la cosa giusta nel recente passato, l'unica fattibile. La "gioia" per essere usciti da un momento così delicato dovrà essere il maggior stimolo al credere nel futuro.

"Sono convinto che non avremmo potuto fare altrimenti. Senza questo salvataggio la Grecia sarebbe fuori dall'Eurozona. E questo significherebbe un disastro".

Grecia, bandiera
(Foto: Flickr // Jonathan Khoo / )
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© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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