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Di Dario Caputo | 29.01.2013 13:33 CET

La replica più dura alla parole di Berlusconi su Mussolini e il fascismo arriva dal Presidente della Repubblica Napolitano. Intervenendo al Quirinale celebrando la Giornata della Memoria lancia una dura accusa: "In Italia ormai c'è consapevolezza dell'aberrazione introdotta dal fascismo con l'antisemitismo e dell'infamia delle leggi razziali del 1938".

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"C'è la necessità di tenere alta la guardia, vigilare e reagire contro persistenti e nuove insidie di negazionismo e revisionismo. Ritengo - continua Napolitano - di poter dire che si sono in questi anni consolidati, nella coscienza democratica del nostro paese, alcuni fondamentali punti fermi. Innanzitutto, il rifiuto intransigente e totale dell'antisemitismo in ogni suo travestimento ideologico come l'antisionismo. In gioco non c'è solo il rispetto della religione, della cultura ebraica. Ma insieme con esso il riconoscimento delle ragioni spirituali e storiche della nascita dello Stato di Israele, e quindi del suo diritto all'esistenza e alla sicurezza".

Un riferimento il Capo dello Stato lo ha fatto anche agli ultimi episodi di razzismo a Roma: "In Italia propagande aberranti si traducono in diverse città in fatti di violenza e contestazione eversiva da parte di gruppi organizzati. C'è da interrogarsi con sgomento sia sul circolare, tra i giovani e giovanissimi, di una miserabile paccottiglia ideologica apertamente neonazista, sia sul diffondersi di violenze di diversa matrice, da quella del fanatismo calcistico a quella del razzismo ancora una volta innanzitutto antiebraico".

 

 

Giorgio Napolitano
(Foto: Reuters / )
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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