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Di redazione | 30.01.2013 09:44 CET

La crisi è sotto gli occhi di tutti, ma sottotraccia sembra che stia tornando l'ottimismo nell'economia. Molti gli indici infatti che stanno godendo di buona salute: il Dow Jones è quasi 14.000 punti, lo Standard and Poor's 500 ha oltrepassato invece quota 1.500. Non sono però solo dall'oltreoceano ad essere sfiorato da questi dati in positivo. L'anello più debole d'Europa, i Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna) alla fine del 2012 sono riusciti ad attrarre dagli investitori oltre 100 miliardi di euro. Un segnale positivo, che non significa che si è fuori dalla secche economiche, ma che comunque la situazione recessiva si avvia ad un balzo in controtendenza, verso la crescita: che rimane ancora lontana da raggiungere, visti anche gli ultimi report di Fmi e Bankitalia. Mario Draghi parla apertamente di "contagio positivo". Arriva la conferma dal Financial Times, che intervistando Carl Norrey capor del tradig europeo alla JP Morgan Chase, spiega come i capitali investiti nei bond italiani, spagnoli, portoghesi e greci, siano un fenomeno significativo che non è determinato tanto dal denaro dato in prestito dalla Banca Centrale: «Questi sono investitori che vengono da fuori, non europei, attratti da una rinnovata fiducia nel progetto dell'eurozona». Una forte accelerazione, dopo tante brusche frenate, del credito, che potrebbe creare un'ondata positiva, ecco il contagio invocato da Draghi. Il termometro della fiducia in questo caso potrebbero essere i buoni decennali americani, i Treasury Bond, ad un +2% dall'inizio della settimana, e anche il rialzo dei Bund tedeschi. Ssi preferisce investire in titoli piuttosto che in beni rifugio, proprio perché si vede la luce fuori dal tunnel: spiegano gli analisti. Che attribuiscono questa ritrovata fiducia da parte degli investitori a tre fattori in particolare. La soluzione del neo presidente Obama del "precipizio fiscale" Usa. La ripresa della locomotiva cinese. La generosità delle banche centrali nella politica monetaria: prima su tutte la Federal Reserve, poi Bce e tutte le altre. Il "contagio", come anche quello che in parte determinò la crisi, sembra nascere dagli Stati Uniti. Tanti i sintomi e le interpretazioni, il mercato immobiliare Usa è in netta ripresa; a dicembre c'è stato un +4,6% degli investimenti industriali e tecnologici; gli americani, complice anche la rielezione di Obama, voglio tornare ad essere una potenza mondiale, lasciandosi alle spalle la crisi degli ultimi anni. Questo comporta una rinnovata fiducia anche in altri Paesi, e una maggiore voglia di investire.

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(Foto: Reuters/Lisi Niesner / )
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