Era il 2007 e Gianni Alemanno, attuale sindaco di Roma, era Ministro dell'Agricoltura del Governo Berlusconi. Gli venne offerto un dossier contenente informazioni molto riservate su esponenti politici molto importanti coinvolti in alcuni scandali economici italiani e già sotto indagine da parte della magistratura, in cambio chiesero 70 milioni di dollari. Ora quelle persone che offrirono queste carte all'ex Ministro sono state scovate e messe sotto processo. Per loro la magistratura ha chiesto otto condanne per un totale di 19 anni di reclusione.
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Alemanno con la bandiera tricolore
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Il dossier in questione avrebbe contenuto informazioni riservate su vicende come Parmalat, Cirio, Bond argentini, Unipol, Unicredit, Capitalia, Telekom Serbia e Conto protezione 6060. Usiamo il condizionale proprio perché di quest'ultimo non è stata trovata traccia. Gli uomini finiti sotto processo sono Fausto Bulli, qualificatosi a suo tempo come ingegnere e consulente militare; per lui la magistratura ha richiesto una condanna a 3 anni. Per Niels Richter, cittadino svizzero, sono stati chiesti 3 anni e due mesi. Infine per Antoine Joseph Lozano (residente a Nizza), Andrew Murray (residente in Canada) e Michel Veneau (residente in Francia), accreditatisi come dei servizi segreti di Paesi esteri, il pm Tescaroli ha chiesto una condanna a 1 anno e 8 mesi.
Le accuse mosse contro di loro sono, a vario titolo, sono quelle di tentata truffa, false dichiarazioni sulle proprie qualità personali e uso di atto falso. Le indagini dei pm partirono dopo la denuncia dello stesso Alemanno e di Giovanna Romeo, all'epoca componente della sua segreteria.








