"Il 2013 sara un 'make or break year' ": così si è espressa Christine Lagarde, numero uno del Fondo monetario internazionale. Un anno delicato, di possibile svolta e, proprio per tali caratteristiche, un 2013 da "rischiatutto". Basta soluzioni intermedie, e problemi risolti a metà: l'anno ora iniziato porterà o al successo o al completo fallimento. E' finito il tempo dei mezzitoni.
Reuters/Issei Kato
IMF Managing Director Christine Lagarde arrives at a news conference in Tokyo November 12, 2011.
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L'analisi di Lagarde poi continua, affermando: "Il 2012 è stato duro. Molte cose sono successe in Europa così come negli Stati Uniti ed è altrettanto chiaro che molto sta succedendo in Asia".
Ma cosa renderà il 2013 un anno da 'dentro o fuori'? Il fulcro, secondo il numero uno del Fmi, sarà "se le decisioni prese nel passato anno, che hanno stabilizzato i mercati finanziari, si trasformeranno in un miglioramento dell'economia reale o meno e se i policymakers continueranno ad implementare queste decisioni".
I politici dovranno, sostanzialmente, perseverare nelle scelte compiute senza abbassare la guardia. Il caso legato al tetto del debito Usa, con il rinvio della decisione a metà maggio, torna subito alla mente in questo contesto. La stessa Lagarde precisa: "Tutto ciò va bene ma è solo un periodo a breve termine. I politici devono rimanere concentrati sul piano a medio termine per ridurre il debito. La stessa cosa può essere detta anche per il Giappone".
Chiude, poi, tornando ancora sull'Europa e la sua delicata situazione: "Dobbiamo essere sicuri di non abbassare la guardia nei confronti di una [possibile] ricaduta che avverrà se non staremo attenti in questo senso. Ciò che più conta è che non è questo il momento opportuno per rilassarsi".








