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Di Sara Rotondi | 30.01.2013 11:46 CET

Il Professore torna ad attaccare la Cgil. "Non è con la spesa pubblica che si fa crescita". Lo dichiara Mario Monti ai microfoni di Radio 24. E a chi gli chiede se si riferisce alla Cgil, risponde secco: "Si vede che sono stato piuttosto esplicito". Sulle tasse "può darsi che sia sembrato tropo brusco. Come presidente del Consiglio ho dovuto difendere con le unghie ciò che abbiamo deciso di fare nel periodo di emergenza. Allora avrei visto negativamente che ci fossero riduzioni premature delle tasse. Ora - prosegue -  non parliamo di cosa fare nei prossimi sei mesi, come eravamo costretti a fare, ma stiamo discutendo con gli italiani su cosa fare nei prossimi 5 anni che iniziano con uno zoccolo di riforme strutturali avviate". 

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"Il fatto che siamo coalizione ampia - aggiunge il premier uscente Mario Monti - non è affatto qualcosa che deve paralizzare. La nostra coalizione si è costituita sulla base di una valutazione: fare le riforme economiche sociali per la crescita e l'equità. Alcuni aspetti di temi eticamente sensibili non sono meno importanti ma meno urgenti per il sistema Italia. Li vedo residenti nelle coscienze individuali e nelle azioni del parlamento che nel programma di governo".

Monti infine, sottolinea il ruolo svolto in Europa dall'Italia guidata dal suo governo: "In Europa tra i capi di governo, sia pur con modi educati - conclude Monti - , si sa che io sono l'interlocutore più cocciuto della signora Merkel. A volte con successo".

 

Mario Monti
(Foto: Reuters / )
Monti alla Cgil: "Non è con la spesa pubblica che si fa crescita"
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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