• Share
  • OkNotizie
  • 0
  • 0

Di Fabio Ferri | 30.01.2013 13:47 CET

L'Eni trascinata giù in Borsa dalle notizie che arrivano da oltreoceano. La controllata americana Saipem, ieri aveva annunciato che i risultati sarebbero state inferiori (profit warning ) rispetto alle attese sugli utili del 2012 e 2013. E dopo che gli analisti hanno parlato di revisioni "shock" e diversi broker hanno abbassato i prezzi obiettivo sul titolo, è scoppiato in panico in Borsa.

Seguici su Facebook

Ma c'è dell'altro. Saipem in metà mattinata ha bruciato quasi il 40% della sua capitalizzazione, perdendo 3 miliardi di dollari. In poco tempo anche Eni, che controlla il 43% delle azioni di Saipem, è andata giù a Piazza Affari, maglia nera in Europa, creando un effetto valanga su altri listini. Dal lato aziendali l'effetto farfalla è stato generato come abbiamo detto dall'annuncio di profit warning fatto dall'ad Umberto Vergine e dal direttore finanziario Giuseppe Caselli.

La riduzione delle stime sui profitti è dovuta ad un rallentamento dell'ultimo trimestre, con meno contratti chiusi rispetto alle previsioni. In numeri significa un risultato operativo inferiore del 6% e con un utile netto di circa 900 milioni, questo per il 2012: mentre il 2013 sarà ancora peggio. Si prevede per il 2013 una riduzione di quasi l'80% del risultato operativo rispetto all'anno precedente.

Vergine e Caselli hanno da poco sostituito ai vertici il precedente management, a cui attribuiscono troppo ottimismo, lanciando l'allarme sui profitti. Abbastanza per preoccuparsi, ma il mercato è in fibrillazione anche per altro. Il fondo Fidelity ha venduto prima del taglio delle stime il 2,3 per cento del capitale di Saipem: l'intera sua quota. In questo modo ha evitato una pesante perdita. Le banche d'affari ora vedono al ribasso i giudizi sul titolo incriminato, abbassando il target price di Saipem. Soprattutto però si sta preoccupando la Consob, che ha avviato accertamenti sul collocamento di titoli Saipem da parte di Bofa Merrill Lynch per conto del fondo Fidelity. Si sospetta un abuso di mercato, attraverso l'utilizzo di informazioni riservate. Inospettisce infatti la rapidità con cui Bofa ha venduto le azioni, attraverso un accelerated book building, poco prima del crollo del titolo in Borsa.

Per aggiungere ancora un po' di nervosismo poi ci sono le motivazioni che hanno portato al cambio del management in Saipem da parte dell'Eni. Certo più che di finanza qui si tratta di cronaca giudiziaria. Presunte tangenti che vedrebbero coinvolto l'ex amministratore delegato Pietro Tali, sostituito poche settimane fa. La vicenda riguarderebbe  delle "mazzette" pagate in Algeria per aggiudicarsi dei contratti.

Un operatore di borsa.
(Foto: Reuters / Kai Pfaffenbach)
Un operatore di borsa.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
  • Valuta questo articolo
  • 0
  • 0

Partecipa alla discussione

IBTimes TV

Condividi

 Media Kit
Media Kit
Strumenti
Topics
Archivi
TV
Aggiornamenti
RSS
Twitter
Facebook
Edizione Italia
Team
Contattaci