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Di Stefano Perazzo | 30.01.2013 14:48 CET

Il sistema creditizio italiano è in salute, anche se le aspettative per il futuro rimangono negative. L'agenzia di rating Fitch ha diramato ieri attraverso il proprio sito ufficiale i giudizi sui maggiori interpreti del mercato italiano, confermando di fatto le valutazioni esistenti. Intesa e Unicredit mantengono A-, Ubi Banca e Banco Popolare ottengono Bbb+ e Bbb. Un ottimo risultato, visto il particolare momento dell'economia nostrana; fuori dai giochi e dalle valutazioni Mps, travolta dagli ultimi avvenimenti.

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Unica nota stonata gli outlook negativi per quasi tutti gli istituti di credito, con il solo Banco Popolare in grado di assicurarsi una previsione 'stabile'. Pesa e non poco la prevista contrazione dello 0,7% del Pil stimata per l'anno in corso.

Semaforo verde dunque per le banche tricolori. L'agenzia accoglie con calore il rafforzamento dei coefficienti patrimoniali, in linea con i requisiti previsti a fine 2011 da Bruxelles e dall'Eba (European Banking Authority) per stabilizzare il mercato creditizio.

Allora come si giustifica il giudizio negativo? Come accennato in precedenza, il contesto ambientale incide inevitabilmente sulle prospettive di lungo periodo, ma a preoccupare gli addetti ai lavori sono soprattutto i crediti in sofferenza presenti nei bilanci bancari. La voce LLP, rettifiche nette su crediti, rappresenta in termini semplicistici le somme a cui la banca è costretta a rinunciare per inadempienze da parte dei debitori. Viste le crescenti difficoltà di recupero manifestate negli ultimi anni, tale posta è destinata ad aumentare, influenzando di fatto il conto economico.

La migliorata situazione patrimoniale - si legge nel rapporto - consentirà però agli istituti di aumentare il volume dei prestiti. Secondo una recente indagine di Banca d'Italia, la morsa creditizia dovrebbe allentarsi nei prossimi mesi e già nel Q4 del 2012 i dati sono in netto miglioramento, mai così positivi dal primo trimestre 2011.

I prestiti rimangono però fermi e i segnali di ripresa sono molto timidi. Secondo Banca d'Italia, gli scarsi volumi sono giustificati dalla visione pessimistica di cittadini e imprese, poco incentivati ad imbattersi in nuove attività nel turbolento panorama attuale. Di contro, gli imprenditori lamentano ancora una flebile propensione degli istituti ad aprire il portafoglio, proponendo tassi d'interesse sostenuti e poco livellati a seguito delle politiche sostenute a livello europeo.

Per superare definitivamente i problemi legati al credit crunch, forse, ci vorrà ancora del tempo, ma le banche italiane sono forti e solide. Garantisce Fitch. 

 

 

La sede di Fitch a New York
(Foto: Reuters / Jessica Rinaldi)
La sede di Fitch a New York.
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