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Di Stefano Perazzo | 30.01.2013 16:53 CET

Una battuta d'arresto sul finale, ma il bilancio annuale rimane positivo. Gli Usa rallentano la corsa e nell'ultimo trimestre del 2012 registrano un calo del Pil dello 0,1%: dato negativo, visto che le ottimistiche previsioni della vigilia individuavano un possibile incremento dell'1,1%, sfruttando la scia positiva del Q3 (+3,1%).

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Il 2012 si chiude in ogni caso con un incoraggiante +2,2%, percentuale in miglioramento di 0,4 punti rispetto alla chiusura dell'anno passato. Grande spinta da parte degli investimenti, in crescita del 9 per cento, mentre soffrono export e import, scesi rispettivamente del 5,7% e 3,2%.

Il rilancio dell'economia statunitense, foraggiato dalla politica economica monetaria espansiva della Fed, deve dunque fare i conti con un Q4 non all'altezza. Dato preoccupante, visto che il segno meno affiancato al Pil non si vedeva da quasi quattro anni, quando l'asticella andò sotto lo zero nel secondo trimestre del 2009.

Pesante il giudizio dei mercati: la contrazione e la prestazione sotto le attese peggiora la già precaria situazione delle borse europee, causata dal crollo Saipem. Milano peggiore tra le piazze continentali con -2%, segue a ruota Madrid, che cede mezzo punto.

 

 

Piazza Affari
(Foto: Reuters / Alex Domanski)
Un operatore di borsa a lavoro
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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