La Lombardia viene nuovamente scossa da un'inchiesta giudiziaria. Ora sono i capigruppo in Consiglio regionale di Pd, Sel, Idv, Udc e Pensionati a finire sotto inchiesta con l'accusa di peculato. L'inchiesta nella quale sono indagati è quella delle "spese pazze" effettuate con i rimborsi. Nella fattispecie parliamo di Luca Gaffuri del Pd, Chiara Cremonesi di Sel, Stefano Zamponi dell'Idv, Elisabetta Fatuzzo dei Pensionati e Gianmarco Quadrini dell'Udc. Gli inviti a comparire che gli inquirenti stanno notificando ai consiglieri di opposizione sono in totale 29 e invece sono ben 62 per quelli di maggioranza.
Reuters
Nel mirino i rimborsi ai gruppi consiliari
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In mattinata era stato intercettato il capogruppo dell'Idv Zamponi. Per lui "quello della magistratura è un atto doveroso oltre che dovuto. Quando si gestisce denaro pubblico bisogna essere pronti a fornire tutti i chiarimenti del caso. Sarebbe stato ingiusto si questi fossero stati chiesti solo alla maggioranza e non anche alla minoranza. Noi siamo stati disponibili, fin da subito a mostrare tutta la nostra documentazione contabile, prima alla stampa e poi alla magistratura".
Della stessa opinione anche l'altro indagato, l'esponente del Pd Gaffuri. Secondo il capogruppo del Partito Democratico "è giusto che la magistratura approfondisca e verifichi i conti dei gruppi consiliari e quindi anche quelli dell'opposizione. Ribadiamo dunque la fiducia nel lavoro degli inquirenti e garantiamo la piena disponibilità a chiarire ogni aspetto della nostra attività e dei nostri bilanci. Teniamo a ribadire che nella nostra contabilità i rimborsi diretti ai consiglieri sono meno del due per cento del bilancio del gruppo. Il resto sono attività di funzionamento, di comunicazione e per il personale. Siamo certi di poter dimostrare di aver utilizzato le risorse a nostra disposizione per l'attività politico istituzionale: nella nostra documentazione non si troveranno spese per cartucce da caccia o per banchetti di nozze".
Sulla questione è intervenuto anche il candidato alla presidenza della Lombardia del centro-sinistra Ambrosoli. Secondo l'avvocato i consiglieri regionali che arriveranno al processo dovranno rassegnare le loro dimissioni. "Nel momento in cui ci si trova di fronte a comportamenti illeciti, bisogna reagire senza nessuna differenza", questo il pensiero di Ambrosoli. Il candidato, rivolgendosi poi a Pdl e Lega, fa un discorso più ampio: "Sappiamo che c'è una differenza incredibile tra le ipotesi al vaglio della magistratura per i partiti del centro sinistra e quelle di pranzi di nozze e cartucce per la caccia di PdL e Lega, ma io di questo non mi accontento. Io non mi fermo sulla differenza, seppur fortissima; io voglio prevenire, altrimenti continueremo ad arrivare dopo che i problemi si sono verificati. Se vogliamo cambiare, dobbiamo farlo partendo da questo punto di vista".








