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Di Dario Caputo | 30.01.2013 18:26 CET

Ancora polemiche su Antonio Ingroia. Dopo le critiche rivolte all'ex pm di Palermo da parte del procuratore aggiunto di Milano Boccassini, ora è la volta di Maria Falcone, sorella del giudice Falcone ucciso da Cosa Nostra nell'attentato di Capaci. La signora si è detta molto perplessa nel sentire Ingroia paragonarsi alla figura del fratello. "Rispetto la storia professionale dell'ex procuratore aggiunto di Palermo. La storia di mio fratello - ha detto Maria Falcone in un'intervista a Repubblica - è stata del tutto diversa. E non permetto a nessuno di parlare di Giovanni per autopromuoversi a livello politico".

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"Giovanni Falcone non è mai entrato in politica. Non ha neanche partecipato a un convegno politico. Lo disse chiaramente in un'intervista al Costanzo show, quando qualcuno gli contestava la decisione di accettare la proposta dell'allora ministro Martelli. Giovanni spiegò che non era andato a Roma per fare politica. Spiegò soprattutto che il posto di direttore degli affari penali che andava a ricoprire era destinato esclusivamente a un magistrato di Cassazione. Da quell'ufficio, sperava di riformare la legislazione antimafia" conclude la sorella del giudice antimafia di Palermo ucciso dalla Mafia. 

Ingroia, candidato premier con "Rivoluzione Civile", non tarda a far sentire la sua voce. "Alla signora Maria Falcone, con tutto il rispetto per il cognome che porta, dico: si informi prima di parlare. Io non ho mai usato il nome di Giovanni Falcone per i voti. Lei invece si, quando si candidò per prendere il seggio al Parlamento europeo e non venne neppure eletta".

Trattativa Stato-mafia
(Foto: http://www.flickr.com/photos/k / )
Giovanni Falcone e Paolo Borsellino
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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