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Di Emiliano Ragoni | 30.01.2013 21:45 CET

Progetto SAVIA
Progetto SAVIA

L'idrogeno ha molte possibilità di rappresentare un'ottima alternativa al petrolio. Il recente accordo tra BMW e Toyota è la testimonianza che le case costruttrici puntano molto su questa forma di combustibile. In particolare, BMW utilizzerà sulle proprie future vetture la tecnologia Fuel Cell di Toyota che prevede l'alimentazione di vetture elettriche tramite l'utilizzo di celle di combustibile ad idrogeno.

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Ma l'idrogeno ha anche i suoi punti deboli. Le modalità di immagazzinamento dell'idrogeno costituiscono uno dei maggiori problemi per il suo utilizzo a bordo dei veicoli: lo stoccaggio sotto forma di ammoniaca potrebbe risolvere in parte questo problema.

Il Progetto SAVIA (Sistema di alimentazione di veicoli a idrogeno e ammoniaca) è stato realizzato per valutare la fattibilità di quest'idea. Nato nel 2009 con l'obiettivo preciso di realizzare il prototipo di un generatore a energia elettrica, che utilizzi un motore a combustione interna alimentato, in fase d'iniezione indiretta, dall'ammoniaca liquida arricchita dal 5% circa d'idrogeno.

A Pontedera circa un anno fa (Febbraio 2012) si è svolto la prova su strada del prototipo realizzato nell'ambito del progetto SAVIA, un veicolo ibrido serie - la propulsione è elettrica a batterie, a loro volta caricate dal generatore-dotato di un "range extender" ad ammoniaca liquida installato su un autocarro da 35 quintali. L'idrogeno necessario alla combustione è ricavato quindi dalla decomposizione termica dell'ammoniaca stessa, attraverso uno speciale catalizzatore realizzato nell'ambito del progetto. L'ammoniaca liquida è conservata nel serbatoio a temperatura ambiente e a circa 8 bar, situazioni piuttosto analoghe a quanto attualmente avviene con le vetture alimentate a GPL.

L'ammoniaca è tossica in concentrazioni elevate e per questo motivo una parte delle attività è stata dedicata per mettere a punto dei sensori sul motore in grado di rilevare eventuali fughe o concentrazioni eccessive allo scarico. La scelta di realizzare in serie veicoli con propulsione ibrida per il trasporto di merci e persone permetterebbe di ottenere dei sistemi ZEV ("Zero Emission Vehicle"), dal momento che la combustione dell'ammoniaca restituisce soltanto vapore acqueo e ossidi di azoto abbattibili con i tradizionali sistemi catalitici.

Il Direttore di Pont-Tech Giuseppe Pozzana ha dichiarato: "Sono tre i progetti che affrontano a 360° le problematiche e le potenzialità dell'uso dell'idrogeno da cui deriva il veicolo ad ammoniaca". E ancora: "Oltre al progetto SAVIA, sono stati infatti realizzati il progetto H2 - Filiera idrogeno - e il progetto NanocatGeo. Tutto è nato da un'iniziativa promossa dal Comune di Pontedera e dalla Provincia di Pisa, condivisa e finanziata dalla Regione Toscana. Il protocollo d'intesa risale al 21 febbraio 2007 e vede coinvolte anche l'Università di Pisa, la Scuola Superiore Sant'Anna e il Pont-Tech. Da questo protocollo sono scaturiti i tre progetti in materia di mobilità a idrogeno.

Nicolò Doveri, General Manager E.D.I. Progetti e Sviluppo ha dichiarato: "Per questo primo prototipo abbiamo scelto di fare un veicolo di servizio. Rispetto ad altri ibridi non ha costi di realizzazione superiori con il vantaggio che un pieno di "ammoniaca" costa la metà rispetto alla benzina: con 18 litri (tanto è capiente il serbatoio) si possono fare 100 km oltre ai 40 in cui il veicolo può procedere in modalità solo elettrica". Le prestazioni le abbiamo volutamente limitate visto il tipo di mezzo: va a 70 km/h ad ammoniaca e 40 in modalità elettrica Per quanto riguarda le emissioni, poi, non produce polveri sottili, nessun idrocarburo o composti dello zolfo, né CO né CO2".

Indubbiamente un progetto interessante, anche se le perplessità non mancano. Alcune di esse sono state già riscontrate sui modelli BMW con motori a combustione interna a ciclo Otto alimentati a idrogeno, dal momento che il rendimento di questi propulsori è nettamente inferiore rispetto a quello delle fuel cell. Un problema testimoniato anche dall'elevato consumo dichiarato: 18 l/100 km.

Insomma la strada ancora è lunga ma le potenzialità per fare qualcosa di buono ci sono tutte. La redazione di IBTimes, a distanza di un anno dalla presentazione di questo ambizioso progetto, vuole fare chiarezza in merito mediante un'itervista agli ideatori del progetto. Come sempre, per avere informazioni in merito restate sintonizzati sulle nostre frequenze.

[Fonte: PontTech | Quattroruote]

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