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Di redazione | 31.01.2013 09:15 CET

Si è aperto il vaso di Pandora a Siena. Nella giornata nera di ieri, Monte dei Paschi ha perso in Borsa, il 9,46 (a 0,2422 euro). Ma non è solo titolo che preoccupa adesso. Ci sono Bankitalia e la procura di Trani che vogliono fare chiarezza, ma ancor di più è l'indagine coordinata dalla procura della Repubblica di Siena a spaventare. Si indaga sull'acquisto di Antonveneta, per 17 miliardi complessivi, e sui titoli tossici. Per questo la procura insieme al Nucleo valutario della Guardia di Finanza, stanno valutando l'ipotesi di un sequestro conservativo dei fondi. Non si dovrebbe attendere molto, se la direzione fosse questa.

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Già tra qualche giorno ci potrebbe essere un sequestro, se il Gip lo convalidasse, di 1,2 miliardi di euro. Che sarebbero messi in relazione col bond convertibile "Fresh": un prestito avvenuto nel 2008 che è stato mascherato come una ricapitalizzazione attraverso un contratto con la Jp Morgan. In questa maniera si sono potuti eludere i controlli sul patrimonio della Banca d'Italia.

Il passo successivo, per gli inquirenti, fu l'acquisto di Antonveneta. Praticamente venne acquistata una banca, senza ci fossero le condizioni patrimoniali per farlo, chiedendo appunto un prestito ad un altro istituto d'affari.

 

 

 

 

Monte dei Paschi
(Foto: Reuters / )
Vetrina Monte dei Paschi
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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