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Di Jessica Sanson | 31.01.2013 10:15 CET

Lo stesso New York Times oggi rileva che più volte negli ultimi quattro mesi "è stato vittima di cyber-hackers": gli attacchi sarebbero riconducibili al Governo Cinese che, secondo la denuncia del sito, "avrebbe sistematicamente attaccato il New York Times rubando le password di più di 50 giornalisti e altri dipendenti".

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Si associa la tempistica degli attacchi alla pubblicazione sul quotidiano di inchieste, iniziate il 25 ottobre 2012, sulla ricchezza accumulata dai familiari del premier Wen Jiabao che ammonterebbe a oltre due miliardi di dollari: un tesoretto comparso praticamente dal nulla che, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe stato acquisito grazie al  piazzamento di familiari e amici ai vertici di aziende di Stato e istituzioni finanziarie semipubbliche che avrebbero compiuto operazioni di investimenti oculati" grazie a informazioni riservate sfruttando le loro posizioni.

Gli esperti di sicurezza informatica chiamati dal New York Times "hanno raccolto le prove sui metodi utilizzati dagli hackers cinesi, simili a quelli dall'esercito di Pechino, anche se, per offuscare la provenienza degli attacchi, i fautori sarebbero transitati da siti di alcune università americane facendo perdere così le loro tracce".

 

New York Times
(Foto: Reuters / Jennifer Saba)
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