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Di Jessica Sanson | 31.01.2013 11:41 CET

L'australiano Julian Assange, l'anarchico giornalista come lui ama essere definito,dopo essere stato uno dei promotori del sito web WikiLeaks -che aveva fatto saltare il sistema di difesa americano rendendo noti al web oltre 251.000 documenti diplomatici etichettati come "confidenziali" o "segreti"- e, successivamente, accusato di stupro e molestie da parte di due donne svedesi, torna a far parlare di sè.

Reuters
Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, durante una conferenza stampa a Londra.

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L'uomo si trova a Londra dallo scorso giugno nella condizione "di rifugiato politico" all'interno dell' Ambasciata dell'Ecuador per scampare alla sentenza del Tribunale svedese che potrebbe estradarlo negli Stati Uniti con l'accusa di spionaggio. Assange rompe il silenzio tramite una nota postata su Twitter da WikiLeaks poche ore dopo l'annuncio della data delle elezioni da parte del primo ministro Julia Gillard: "Julian Assange ha confermato che correrà alle elezioni del 2013 per un seggio in Senato" .

Provocazione o meno, questa notizia  è stata confermata subito dopo anche da Christine, la madre di Assange che ha dichiarato "alla Camera ci troviamo a scegliere fra il partito lacchè degli Usa numero uno e il partito lacchè degli Usa numero due: sarà grande avere Julian nel Senato per un pò di vigilanza".

 

Assange
(Foto: Reuters / Finbarr O'Reilly)
Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, durante una conferenza stampa a Londra.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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