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Di Fabio Ferri | 31.01.2013 11:52 CET

Siena non trova pace, il Monte dei Paschi in quest'ultima settimana sembra essere una calamita per tutti i guai giudiziari ed economici dell'Italia. Tant'è che qualcuno fa paragoni con gli scandali che travolsero la Prima Repubblica. Mettendo per un momento tra parentesi gli aspetti politici, le ultime novità arrivano dalle procure.

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Associazione a delinquere. Questa è la convinzione dei pm, che accusano l'ex management senese, su tutti Giuseppe Mussari, dimissionario dall'ABI, Antonio Vigni, ex direttore generale, Gianluca Baldassarri, ex capo dell'Area finanza di Mps e il suo vice Alessandro Toccafondi. Il peccato originale per tutti loro è l'acquisizione di Antonveneta. I pm sospettano che si siano truccati i conti per far salire il prezzo creando così una plusvalenza di oltre 2 miliardi. Quindi già ai reati contestati di aggiotaggio, false comunicazioni, turbativa e truffa, va ad aggiungersi quella di associazione a delinquere: che in realtà lega tutte le altre presunte irregolarità, e che ne spiegherebbe la ragione. Antonveneta fu acquistata dal Banco di Santander, pagandola 9, 3 miliardi (più un miliardo di oneri), e più 6 miliardi di debiti. Quando appena due mesi prima Santander l'aveva comprata per 6,3 miliardi di euro.

Gli inquirenti seguiranno due principali filoni di indagine: ascoltare quanto hanno da dire le persone coinvolte, cercando di ricostruire quanto accaduto dal 2007, e spulciando le carte fare luce su alcuni punti oscuri della vicenda. Si comincia con gli accordi preliminari tra Mps e Santander (tenuti segreti), poi c'è contratto da un miliardo di euro siglato con la Jp Morgan, per arrivare alle operazioni sui derivati anche queste tenute segrete agli azionisti. Le operazioni sui derivati sarebbero servite per coprire anche i passaggi precedenti., e ripianare il buco che si era creato. A chiarire la vicenda oggi sarà ascoltato anche il banchiere Ettore Gotti Tedeschi.

Non è solo la procura di Siena che indaga. C'è anche quella di Trani, che ha aperto un fascicolo, contro ignoti, per il reato di omesso controllo. Questo filone potrebbe chiamare in causa anche la Consob e Banca d'Italia, che a loro volta stanno tenendo sotto osservazione il Monte dei Paschi.

Uno stallo alla messicana quasi, alla ricerca di responsabilità oggettive da parte dell'ex management di Mps, ma soprattutto della pistola fumante, le prove di illeciti. Il sospetto c'era già oltre 5 anni fa, ma solo sospetti e preoccupazioni, senza alcuna prova.

Si parla oggi di una vera e propria "cupola". Composta dai manager guidati da Mussari e Vigni, responsabili secondo quanto ipotizzato, dai pm, di fare investimenti senza informare gli azionisti e soprattutto producendo relazioni «non veritiere» alle richieste di chiarimenti e delucidazioni che arrivavano da Bankitalia. I nervi sono però a fior di pelle, non solo per gli indagati, ma anche per gli inquirenti. Che con una nota rispondono alle pressioni dei media: «nessuna informazione è stata, né sarà diffusa in considerazione del rispetto dovuto al segreto investigativo, al mercato ed ai risparmiatori». Il problema è che qualsiasi fuga di notizie potrebbe causare seri danni, non solo all'immagine dell'istituto, e del sistema bancario italiano, ma anche a azionisti e correntisti.

La situazione è quindi «esplosiva e incandescente visto che l'indagine riguarda il terzo gruppo bancario italiano». Ieri intanto il titolo Mps è crollato in Borsa, dopo che i giorni precedenti aveva avuto una buona ripresa. L'altalena non piace tanto ai mercati, così Moody's ha posto intanto sotto osservazione per un possibile downgrade il rating di lungo termine "Ba2" di Banca Monte dei Paschi, e della sua controllata MPS Capital Services, banca per le Imprese. La magistratura intanto è al lavoro, mentre si addensano le nubi su Siena.  

 

 

Monte dei Paschi
(Foto: reuters / )
E' caccia ai responsabili
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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