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Di Ilaria De Pasquale | 31.01.2013 12:21 CET

Un anno positivo per il colosso dell'abbigliamento low cost H&M, nonostante gli aumenti dell'Iva e gli andamenti del tasso di cambio, non ribaltati sul mercato, rinunciando ad un maggior utile potenziale del 5%.

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H&M chiude quindi il 2012 con un utile di 16,87 miliardi di corone svedesi (circa due miliardi di euro), con aumenti del 7% nell'utile netto e del 10% nelle vendite, grazie alla rete di quasi 2800 negozi, con 104 mila dipendenti.

L'ultimo trimestre del 2012, però, è stato meno roseo: ebit (earning before interest and taxes) ed utile trimestrale sono scesi, rispettivamente, da 6,67 a 6,53 e da 5,36 a  5,29 miliardi.

Karl-Johan Persson, amministratore delegato del gruppo, ha commentato prospettive "il mercato dell'abbigliamento in molti paesi è stato ancora più difficile nel 2012 rispetto al 2011. Per questo i risultati raggiunti e la crescita del fatturato, anche a partirà di perimetro, confermano la validità del nostro modello di business. Continueremo ad investire nei negozi anche quest'anno, riteniamo che il 2013 sarà un anni pieno di interessanti opportunità".

I risultati sono anche il frutto dei consistenti investimenti in e-commerce, IT e in una nuova linea "& other stories" attesa in Europa per primavera.

Si prevedono nuovi stores a Barcellona, Berlino, Copenhagen, Londra, Milano, Parigi e Stoccolma; e vendite online a tappeto in Belgio, Francia, Danimarca, Finlandia, Italia, Olanda, Regno Unito, Spagna, Germania e Svezia.

 

 

H&M: bene le vendite, utili erosi dall'iva
(Foto: reuters / )
H&M chiude il 2012 con un utile netto positivo nonostante non abbia ribaltato sui prezzi l'aumento dell'iva
This article is copyrighted by International Business Times.
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