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Di Dario Saltari | 31.01.2013 14:49 CET

Israele, dopo l'ufficiale riconoscimento della Palestina come "stato osservatore" da parte dell'assemblea generale dell'Onu, riceve un altro colpo dalle Nazioni Unite. Il Consiglio per i Diritti Umani dell'Onu, infatti, ha diramato oggi un durissimo report sugli insediamenti israeliani all'interno dei territori palestinesi occupati.

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Secondo il dossier delle Nazioni Unite, infatti, questi insediamenti violano diversi diritti umani dei palestinesi, in primis quello di autodeterminarsi.

"In accordo con l'articolo 49 della quarta convenzione di Ginevra, Israele cessi tutte le attività legate agli insediamenti senza alcuna precondizione". A dichiararlo è Christine Chanet, membro francese della missione Onu.

È dal 1967, infatti, che Israele porta avanti un'opera di "pianificazione, costruzione, sviluppo, consolidamento e incoraggiamento" degli insediamenti che, secondo l'agenzia delle Nazioni Unite, adesso deve cessare.

Secondo il report, infatti, gli insediamenti sarebbero mantenuti attraverso un sistema di "segregazione totale" tra gli occupanti e il resto della popolazione palestinese che vive nei territori occupati. Oltre a ciò, questo sistema sarebbe rafforzato e facilitato da un asfissiante controllo militare e giuridico che porterebbe, per l'appunto, alla violazione dei diritti fondamentali della popolazione palestinese.

"La rilevanza delle infrazioni legate alle politiche israeliane di spoliazioni, sfratti, demolizioni e trasferimenti dalle terre mostrano la natura estesa di queste violazioni dei diritti umani" dichiara Unity Dow, membro del Botswana "la motivazione dietro le violenze e le intimidazioni nei confronti dei palestinesi e le loro proprietà è di cacciare le popolazioni locali dalle loro terre, permettendo agli insediamenti di espandersi".

"Ci appelliamo al governo israeliano affinché assicura piena responsabilità per tutte le violazioni, e ponga fine alla politica di impunità al fine di assicurare giustizia per tutte le vittime" dichiara Asma Jahangir, membro pakistano della missione Onu.

Se questo non dovesse accadere, conclude in maniera sorprendente il report, l'Onu avverte Israele che la giurisdizione della Corte Penale Internazionale si estenderebbe anche ai territori palestinesi occupati. In altre parole, se questo regime non dovesse terminare, sarà la Corte a fermarlo.

Tel Aviv, tuttavia, non sembra molto intenzionata a farlo. Israele, infatti, ha boicottato, non presentando la propria delegazione, la sessione del Consiglio dei diritti umani dell'Onu riguardo la situazione dei territori occupati.

Gaza in fiamme
(Foto: Reuters / )
Alcuni pompieri palestinesi spengono le fiamme, divampate dopo l'attacco sferrato da Israele
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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