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Di Fabio Ferri | 31.01.2013 16:55 CET

Non solo in Italia accadono scandali finanziari, anche in Inghilterra hanno i loro problemi. I derivati essendo strumenti complessi debbono essere maneggiati con attenzione, da professionisti. Sono un po' come l'uranio: pericoloso ma potenzialmente utile. Lo stesso si potrebbe dire dei titoli derivati: il cui pericolo è rappresentato dal fatto che "nascondono" il vero rischio finanziario sottostante al contratto sottoscritto. Strumenti quindi da maneggiare con cura.

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Mentre però a Siena questo tipo di titoli si inseriscono in altri meccanismi, anche di governance e vigilanza: nella City di Londra l'affaire derivati è più lampante. Un'indagine conoscitiva della Financial Service Authority svela che nove derivati su dieci potrebbero essere irregolari. Si tratta di contratti a copertura dei rischi sui tassi di interesse sottoscritti da alcune banche e piccole e medie imprese britanniche. Gli istituti coinvolti, non sono certo nomi di secondo piano: si tratta infatti della Barclays, Royal Bank of Scotland, Lloyds e HSBC. La loro colpa è che non hanno spiegato con le dovute accortezze i rischi connessi a questo tipo di prodotto finanziario. Hanno prescritto una medicina senza parlare degli effetti collaterali. E per questo sono state chiamate dalla FSA a risarcire quelle pmi che hanno acquistato i derivati, senza esserne adeguatamente informati.

Sono stati presi in esame 173 casi, di cui nel 90% sono state riscontrate serie mancanze. Cosa non da poco, visto che la legge in questo caso prescrive di informare, e di valutare se chi sottoscrive sia in grado di gestire i titoli derivati, se insomma ne capisce i rischi e le potenzialità. In questo caso diciamo che l'ignoranza è scusata. Le imprese inglesi, volevano mettersi al riparo da un aumento dei tassi di interesse, paventando la possibilità di non riuscire a pagarli. Quindi hanno pensato che un derivato potesse garantire maggiore sicurezza per questo rischio. Si sbagliavano.

Il nodo poi è anche un altro: le banche inglesi non sono nuove a scandali simili. Pochi anni fa erano al centro del ciclone per quanto riguarda la vendita poco trasparente delle assicurazioni sui mutui. In quel caso intervenne il Governo che, anche con soldi dei contribuenti inglesi, ha di fatto salvato la situazione. Nazionalizzando le banche più esposte (Lloyds e RBS): l'operazione all'epoca costò 68,5 miliardi di sterline, facendo schizzare il deficit pubblico a livelli mai visti prima in Uk: l'11,1% del Pil.  



 

City of London
(Foto: Reuters / )
è tra i primi 3 centri finanziari al mondo
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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