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Di ilaria De Pasquale | 31.01.2013 19:11 CET

La Banca Popolare di Milano si prepara per diventare una Spa.

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La decisione segue alla necessità sempre maggiore di finanziarsi acquisendo capitali dal mercato. L'obiettivo è assicurare al mercato azionario un adeguato flottante, e quindi appeal per gli investitori.

Il cambiamento trasformerà BpM in una banca privata a tutti gli effetti.

Regista dell'operazione, Andrea Bonomi, azionista per l'8,6% e Presidente del Consiglio di Sorveglianza.

In corso la riscrittura dello statuto per via della riorganizzazione dell'assetto societario, che richiederà accordi con la fondazione e i soci e dipendenti.

Per la prima, si prevede una riduzione della proprietà al 5%, a fronte, della possibilità di eleggere 3 degli 11 consiglieri del Consiglio di Sorveglianza.

Per soci e dipendenti, si lavora su un accordo che dovrebbe prevedere un indennizzo di 50.000 euro per dipendente, a fronte della cessione azionaria, e l'elezione di due membri del Consiglio di Sorveglianza.

Soci e dipendenti continuerebbero, di fatto, ad esercitare una forte influenza sulle politiche della banca attraverso un blocco di minoranza.

Il progetto è in fieri: lo statuto potrebbe essere varato nei prossimi mesi, entro luglio, con la fissazione dell'assemblea straordinaria dopo l'estate.

Dopo l'effetto Monte Paschi, il sistema bancario italiano sembra accelerare il processo di privatizzazione voluto dal Presidente Ciampi, di cui le fondazioni erano un veicolo pro tempore.

 

 

BpM: meno fondazioni più mercato.
(Foto: Reuters / Paolo Bona)
La Banca Popolare di Milano si prepara a diventare una S.p.A.
This article is copyrighted by International Business Times.
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