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Di Gianluca Iozzi | 01.02.2013 18:20 CET

Era il 19 luglio 2010 quando Fiat diede vita a Fabbrica Italia Pomigliano, una nuova società fatta apposta per gestire le attività dello stabilimento campano di Pomigliano d'Arco. E invece tramite un comunicato stampa, oggi la società torinese annuncia che dal 1° marzo prossimo tutte le attività del sito campano saranno trasferite in Fiat Group Automobiles.

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La società guidata dall'ad Sergio Marchionne giustifica così la sua scelta: "L'operazione trova le proprie ragioni in un più ampio processo di razionalizzazione societaria e nel superamento delle condizioni di fatto, delle esigenze organizzative e industriali e dei vincoli che avevano condotto alla costituzione di una società dedicata all'investimento relativo a Nuova Panda".

"Fabbrica Italia Pomigliano -continua il comunicato - ha infatti concluso con grande successo la delicata fase di realizzazione dell'investimento e di avvio della produzione del nuovo modello, dando vita ad un complesso produttivo fortemente innovativo e tra i migliori del settore".

E a questo punto potrebbero esserci risvolti positivi per i lavoratori poiché 1.400 si trovano in cassa integrazione. Al termine dei due anni di Cig straordinaria - a luglio- potevano non esserci più rinnovi. Così facendo invece potrebbero accedere alla cassa integrazione ordinaria legata al mercato. Ed è la stessa società ad ammetterlo quando fa sapere che "la ricostituzione di un unico soggetto societario nell'ambito della realtà produttiva di Pomigliano d'Arco" intende "rappresentare una più forte garanzia di ricollocazione, quando le condizioni di mercato lo consentiranno, per quei lavoratori di Fiat Group Automobiles dello stabilimento ancora in Cassa Integrazione".

Ma in questa storia c'è un giallo: i 19 operai iscritti alla Fiom che sono attualmente in mobilità e che la Corte d'Appello di Roma ha obbligato a riassumere che fine faranno? Con la chiusura della Newco Pomigliano dovrebbero essere salvaguardati.  

Ma qualche perplessità è stata espressa dalla Fismic, che attraverso le parole di Roberto Di Maulo fa sapere chiaramente che "se la decisione di trasferire Fabbrica Italia Pomigliano è un mero espediente per aggirare la sentenza del Tribunale sui 19 lavoratori in mobilità reagiremo perché il sindacato è, e rimarrà sempre contro i sotterfugi, gli inganni e le soluzioni all'italiana".

Se invece "si tratta di un'operazione di politica industriale simile a quella che ha visto dal primo gennaio riunificare in Fiat tutte le fabbriche di motori Powertrain, allora siamo d'accordo. Soprattutto se si avvierà attraverso questo accorpamento un processo di avvicendamento-rotazione di tutti i lavoratori, permettendo ai 1400 ancora fuori dallo stabilimento di ritornare in tempi brevi al lavoro". Ma il nodo della quesitone verrà sciolto soltanto il 7 febbraio, quando la Fiat incontrerà a Pomigliano i sindacati.

E' utile ricordare che dal primo gennaio 2012 la Fiat con l'avallo di tutti i sindacati (esclusa la Fiom) ha lasciato il contratto nazionale di categoria in favore di una contrattazione decentrata.

Gli effetti di una tale decisione sono chiari: più flessibilità per i lavoratori e meno diritti. Anche perché la contrattazione di primo livello oltre a garantire i minimi salariali per ogni categoria di lavoratori che rappresenta, garantisce anche diritti che possono superati soltanto stipulando contratti aziendali, proprio in virtù della loro flessibilità.

Ed è proprio il caso di Pomigliano d'arco, dove il 29 dicembre 2010 Marchionne ha stipulato un accordo con Fim-Cisl, Uilm-Uil, Fismic, e Ugl Metalmeccanici nel quale si impegnava ad investire 720 milioni di euro nello stabilimento campano, a patto che i lavoratori avessero accettato condizioni di lavoro più severe.

Quali ad esempio la riduzione delle pause, lo spostamento della pausa mensa a fine turno, la possibilità di arrivare a 120 ore di straordinario a discrezione dell' azienda, senza aver preventivamente consultato le rappresentanze sindacali.

 

 

Fiat
(Foto: Reuters/Christian Hartmann / )
A company logo is seen on a Fiat car displayed on media day at the Paris Mondial de l'Automobile, September 28, 2012.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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