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Di Emiliano Ragoni | 01.02.2013 18:33 CET


Sirt 3

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Il tempo è un fattore determinante nella vita degli essere umani. Le donne alla continua ricerca dell'elisir di eterna giovinezza e gli uomini che ne vogliono sapere di invecchiare. Insomma tutti vorrebbero tornare giovani. Grazie ad una ricerca proveniente dall'America divenire nuovamente giovani potrebbe non essere più un'utopia. Chiaramente si tratta di uno studio sperimentale e per tale deve essere preso, ma indubbiamente presenta degli elementi molti interessanti.

Un team di ricerca della prestigiosa Berkeley University ha scoperto una "fonte molecolare dell'eterna giovinezza" e l'hanno sperimentata in laboratorio. Il gene della longevità è stato trasferito nelle cellule staminali del sangue di topi anziani e gli animali sono miracolosamente ringiovaniti. Attraverso questo intervento genetico l'orologio molecolare dei topi è tornato indietro e le cellule hanno recuperato in pieno le proprie capacità di rigerazione, proprio come se appartenessero a un organismo giovane. Lo studio potrebbe avere dei risvolti terapeutici pratici. Danica Chen, la quale ha contribuito alla ricerca, dichiara: "La scoperta apre la porta a potenziali trattamenti per le malattie degenerative legate all'età".

Lo studio è stato pubblicato su Cell Reports. L'interessante lavoro di ricerca è consistito nel trasferimento nelle cellule staminali del sangue dei topi del gene chiamato Sirt3, una proteina della classe delle sirtuine, che svolge un contributo importante nell'aiutare le vecchie cellule del sangue a fronteggiare i processi di invecchiamento. Successivamente al trattamento nei topi è aumentata la produzione di nuove cellule del sangue. Questo dimostrerebbe che è quindi possibile rendere del tutto reversibile il declino della funzione delle cellule staminali dovuto al trascorrere dell'età.

I Mammiferi contengono sette membri della famiglia sirtuine, SIRT 1-7, di cui SIRT1 è stato quello più ampiamente caratterizzato. Sebbene l'esatto ruolo delle sirtuine nell'invecchiamento dei mammiferi deve essere ulteriormente chiarito, una serie di studi recenti hanno dimostrato che SIRT3 ha un ruolo importante nello scongiurare il trascorrere del tempo. 

Daine Chen dichiara: "Eravamo già a conoscenza che le sirtuine regolano l'invecchiamento, ma il nostro studio è in realtà il primo a dimostrare come queste proteine siano in grado di invertire l'invecchiamento associato alla degenerazione. Penso che sia molto emozionante. Abbiamo scoperto una fontana molecolare della giovinezza. Possiamo davvero invertire l'invecchiamento? Questa è una cosa che stiamo cercando di capire e di realizzare."  

La Dott.ssa Chen ha lavorato con David Scadden, Direttore del Centro per la medicina rigenerativa presso il Massachusetts General Hospital e co-direttore del Harvard Stem Cell Institute. Per misurare gli effetti dell'invecchiamento, i ricercatori hanno studiato la funzione delle cellule staminali adulte. Le cellule staminali adulte sono responsabili per il mantenimento e la riparazione dei tessuti, una funzione che si deteriora con l'età. Lo studio si è concentrato sulle cellule staminali per la loro capacità di ricostruire completamente il sistema sanguigno. 

I ricercatori hanno prima osservato il sistema sanguigno dei topi con il gene SIRT3. Sorprendentemente, tra i topi giovani, l'assenza di SIRT3 non faceva alcuna differenza. Ma lo stesso gene sui topi adulti ha avuto degli effetti decisamenti diversi. I topi adulti, carenti di SIRT3, avevano un numero significativamente minore di cellule staminali del sangue e una diminuita capacità di rigenerare nuove cellule del sangue rispetto ai topi normali della stessa età. 

Cosa c'è dietro la differenza di età? Sembra che in cellule giovani, le cellule staminali funzionano bene e hanno livelli relativamente bassi di stress ossidativo. In questa fase giovane le normali difese antiossidanti possono facilmente affrontare i bassi livelli di stress, quindi le differenze del gene SIRT3 sono meno importanti.

Dian Chen ha affermato: "Quando si invecchia, il nostro sistema non funziona bene e si genera più stress ossidativo. "In questa condizione, il nostro normale sistema anti-ossidativo non riesce a prendersi cura di noi. I livelli di SIRT3 diminuiscono con il trascorrere dell'età, per cui nel corso del tempo, il sistema viene sopraffatto ".

Per vedere se aumentando i livelli di SIRT3 si potrebbe avere una differenza nel sistema di invecchiamento, i ricercatori hanno aumentato i livelli di SIRT3 nelle cellule staminali del sangue di topi anziani. Questo esperimento ha provocato un ringiovimento dell'età delle cellule staminali del sangue, che ha portato alla migliore produzione di cellule del sangue.

Resta da vedere se la sovraespressione di SIRT3 può effettivamente prolungare la vita, ma la Dott.ssa Chen ha sottolineato che estendere la durata della vita non è l'unico obiettivo per questo settore di ricerca. "Uno degli obiettivi principali del campo dell'invecchiamento è quello di utilizzare la conoscenza della regolazione genetica per il trattamento di malattie legate all'età", le parole della ricercatrice americana.

Il co-autore dello studio Katharine Brown, ha ribadito che SIRT3 ha un certo potenziale in questo senso. "Altri ricercatori hanno dimostrato che SIRT3 agisce come soppressore del tumore", ha detto Brown. "Questo è promettente perché, idealmente, si potrebbe realizzare una terapia ringiovanente dove l'aumento dell'espressione di una proteina non provochi l'aumento del rischio di malattie come il cancro".

 

[Fonte: CellReport | Via: ScienceDaily]

 

 

Scoperto il gene che regola la vecchiaia
(Foto: http://www.flickr.com/photos/f / )
Scoperto il gene che regola la vecchiaia
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