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Di Jessica Sanson | 01.02.2013 20:49 CET

Oggi al Cairo, dopo il 'no' alla violenza, si marcia un'altra volta  da Piazza Tahrir fino al palazzo presidenziale contro le preoccupanti condizioni economiche: si dà il via ad un'altro venerdì anti-Morsi, dopo i duri scontri della settimana scorsa che hanno causato 74 vittime.

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Nel frattempo le opposizioni si riorganizzano e, riunite nel Fronte di Salvezza nazionale, chiedono al regime dei Fratelli Musulmani la formazione di un governo caratterizzato dall'unità nazionale e dalla modifica della Costituzione: due richieste che sembrano essere inequivocabilmente condizioni sine qua non per dare un avvio al dialogo con il Presidente Morsi.

La richiesta viene appoggiata anche dal Grande Imam e capo dell'università Ahmes al-Tayyeb, che dopo l'incontro con il leader delle opposizioni ha dato  il via ad un documento con il quale "si condannano tutte le forme di violenza e di incitamento alla violenza" e si chiede "allo Stato e agli apparati della sicurezza di proteggere i cittadini egiziani".

Da parte loro i Fratelli Musulmani, attraverso il leader Saad al-Katatni, chiedono di giungere ad un compromesso, rigettando le condizioni preimmesse: "Non c'è soluzione ai problemi nel cammino verso la democrazia senza il dialogo. Il dialogo deve fondarsi su delle garanzie, non precondizioni".

 

Egitto
(Foto: Reuters / Asmaa Waguih)
Egitto, manifestanti a piazza Tahrir
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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