Matteo Renzi dal palco dell'Obihall di Firenze, in sostegno della campagna elettorale di Pierluigi Bersani ha aperto alla possibilità -in caso di vittoria del centro sinistra alle elezioni- di averlo come premier: "Un benvenuto particolare al prossimo presidente del Consiglio dei ministri, Pierluigi Bersani".
Reuters
Renzi difende la categoria arbitrale
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"Avevo pensato di tirare fuori il libro d'onore - ha affermato ironicamente Renzi - ma Pierluigi, lo firmerai quando tornerai a Firenze da presidente del Consiglio. Ti verremo a cercare ovunque, e noi abbiamo esperienza di andare a cercare il presidente del Consiglio anche in sedi non istituzionali - riferendosi alla sua controversa visita ad Arcore per incontrare Silvio Berlusconi - ma con questo sarà più facile trovarlo a Palazzo Chigi".
Ma il rottamatore sfiora anche il tema Mps: "Quando la finanza fa bene il suo lavoro nascono cose belle: senza il fiorino a Firenze non ci sarebbero state arte, cultura, biblioteche per i poveri, e l'Italia non avrebbe conosciuto quella grande pagina di storia che è stata il Rinascimento". "
A chi non ha votato per me -conclude Renzi - vorrei dire che non è sempre stato facile discutere ma non dobbiamo avere paura di chi non la pensa come noi, non dobbiamo pensare che chi dissente è un nemico. Meglio dirci prima le cose senno' i finti unanimismi hanno fatto sì che per due volte Romano Prodi è andato a casa. Non lo faremo".
Ma anche Bersani dice la sua su Mps: "Non siamo mammolette e non accettiamo che ci faccia la predica chi ha cancellato il falso in bilancio, che noi reintrodurremo il primo giorno di governo. Noi proponiamo una commissione di inchiesta sull'utilizzo dei derivati e per una regolamentazione più stringente".








