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Di Emiliano Ragoni | 02.02.2013 17:30 CET

 

Graphene
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L'auto elettrica è il mezzo del futuro? Stando a quanto emerge dalle disposizioni della Comunità Europea sembra proprio di si. E' stato infatti lanciato il progetto "Graphene Flagship", un finanziamento di 1 miliardo di euro per la ricerca e lo sviluppo di questo materiale. Cosa centra il grafene con l'auto elettrica? Le connessioni sono di facile spiegazione.

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Il grafene è infatti stato battezzato come il materiale dei miracoli: composto da un unico strato di atomi di carbonio, capace di condurre elettricità e calore. Nonostante sia estremamente sottile, è 100 volte più resistente dell'acciaio e promette di realizzare computer e tablet flessibili, cavi di collegamento Internet estremamente veloci, ma anche aerei leggerissimi. Due ricercatori di Manchester, Andre Geim e Kostya Novoselov, si sono aggiudicati il Nobel per la fisica nel 2010 grazie a questa scoperta che rivoluzionerà il nostro millennio.

Il grafene troverà impiego quindi anche nella mobilità sostenibile attraverso la realizzazione di ultrabatterie, capaci di immagazzinare una quantità di energia ad oggi impensabile. Vittorio Pellegrinidell'istituto per le nanoscienze del CNR (CNRnano) afferma: "La forma del Graphene, la sua resistenza e stabilità possono essere utilizzate per creare materiali mai visti prima", e aggiunge: "Queste caratteristiche provocheranno una rivoluzione simile a quella causata nel secolo scorso dall'utilizzo dei polimeri per produrre la plastica". Batterie al Graphene potrebbero durare più a lungo, avere tempi di ricarica veloci ed immagazzinare più energia e potrebbero essere usate nelle future auto elettriche".

Anche nell'ambito dell'universo dell'idrogeno il grafene trova impiego; sono infatti allo studio reticoli formati dal Graphene in grado di legare ed immagazzinare questo gas, con la possibilità di creare serbatoi speciali. In questo modo si potrebbe riuscire a risolvere uno dei limiti nell'applicazione di questa tecnologia. 

Ma questo eccezionale materiale non è passato inosservato nemmeno ai maggiori produttori di telefonia mobile, tanto che anche Nokia punta forte su di esso. Nokia ha infatti ricevuto 1,35 miliardi di dollari da parte dell'European Union for the Future and Emerging Technologies per proseguire nella ricerca e nello sviluppo delle applicazioni di questo materiale.

 

[Fonte: CNRnano | Via: Isof]

 

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This article is copyrighted by International Business Times.
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