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Di Claudio Forleo | 03.02.2013 11:10 CET

Antonino Arconte, agente G-71 della struttura Nato Stay Behind, nota in Italia con il nome di Gladio. Organizzazione figlia della guerra fredda, nata per contrastare il "pericolo comunista" in caso di attacco delle forze appartenenti al Patto di Varsavia.

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Le verità di Arconte: dietro c'è Gheddafi

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Dal 1998 Arconte racconta la sua versione dei fatti su quanto accaduto in Italia negli anni di piombo. Racconta che nel marzo 1978 venne mandato a Beirut per consegnare al numero uno dei Servizi italiani nella capitale libanese un documento datato 2 marzo 1978, in cui si fa riferimento al rapimento di Aldo Moro due settimane prima l'eccidio di Via Fani. Racconta di Ustica e della stazione di Bologna.

Nel 2004 Arconte viene chiamato a far parte del Dssa (Dipartimento Studi Strategici Antiterrorismo), che nel 2005 finì sulle prime pagine dei giornali, con l'accusa di essere una struttura paramilitare legata ad ambienti di estrema destra. Numero uno del Dssa era Gaetano Saya ,oggi leader del nuovo Msi. Nel 2010 il proscioglimento per tutti gli imputati deciso dal Gup di Milano. In merito al suo presunto coinvolgimento nell'inchiesta, qualche giorno fa ha scritto sulla sua pagina Facebook: "La Cassazione ha appena confermato la condanna del direttore dell'Unione Sarda Paolo Figus e del giornalista Luigi Almiento per diffamazione aggravata... Un ordine ricevuto da chi aveva interesse a screditarmi come testimone di alto tradimento. I mandanti li conosco".

IBTimes lo ha intervistato. Il materiale e i documenti a cui fa riferimento sono contenuti nei suoi libri L'Ultima missione e Bengasi e dintorni (reperibili su Amazon, gratuitamente su Kindle) e nella libreria online www.lulu.com/spotlight/aarconte.

Ci racconti tutta la storia

Nel 2002 avevo fatto pubblicare alcuni documenti su importanti settimanali che erano venuti qui ad esaminarli. Tra questi Famiglia Cristiana e Il Tempo. Elencavo le falsità dichiarate nel corso del tempo da Andreotti e Cossiga. Andreotti 'rispose' con un'interrogazione parlamentare in cui chiedeva l'apertura di un'inchiesta per verificare la veridicità di questi documenti e dichiarò: "Se è vero, fucilatelo!". Le inchieste vengono aperte e nel maggio 2004 il pm chiede l'archiviazione. Il Gip mi riconosce parte offesa, ma ad opera di ignoti. Ma come? Fu Andreotti a dire che mi dovevano fucilare! Un anno prima nel 2003 l'allora ministro Antonio Martino (governo Berlusconi, ndr) chiese al Sismi di indagare. Il Sismi disse che quei documenti erano autentici e pose il segreto di Stato. E il ministro dichiarò: "Arconte dice che dietro le Brigate Rosse che sequestrarono Moro c'erano la Cia e i servizi segreti deviati..."

Esattamente il contrario di quanto sostiene lei

Il New York Times e America Oggi hanno pubblicato le dichiarazioni del ministro dandogli del bugiardo. In Italia neanche una riga. Rendiamoci conto qual è il livello della stampa italiana...

Ha citato in giudizio anche la Rai

Raitre mi aveva intervistato. Dopo le parole di Andreotti volevo esercitare il mio diritto di replica. Mostrai loro i documenti, ci mettemmo d'accordo per una perizia scientifica e uno speciale in televisione. La perizia evidenziò che i documenti sono degli anni Settanta, la carta e l'inchiostro sono quelli usati dal Ministero, la data sul documento del sequestro Moro è del 2 marzo 1978. Ma la trasmissione non l'hanno più fatta. Nel 2003 mi intervistò Raiuno per i 25 anni del delitto Moro. Quando Raitre sa di questa intervista, manda in onda quella che mi aveva fatto, ma 'purgata'. Non mi hanno restituito il materiale e una copia della perizia. Erano questi gli accordi.

Arriviamo all'Unione Sarda e alla Dssa

Nel 2004 mi offrono di fare il consulente sulle strategie del terrorismo islamico e mi dicono che la Commssione Europea vuole dotarsi di un ufficio. Me lo ha chiesto Sindoca (Riccardo, capo di gabinetto della Dssa), l'unico che conoscevo. Accetto, ma specifico che quando l'Europa approva il progetto questo Dipartimento deve essere una cosa seria. Poi non ho saputo più niente. Nella primavera 2005 mi arriva la Digos a casa per cercare documenti. Non trovano niente. La mattina dopo accendo la televisione: scandalo nazionale sulla Dssa, definita la 'Gladio parallela'.

E' stata descritta come una struttura paramilitare legata ad ambienti di estrema destra

L'Unione Sarda scrive che mi avevano arrestato, che in casa mia avevano trovato materiale per falsificare tesserini della Polizia e sigilli di Stato. Vado in redazione, porto i documenti. Mi consentono di fare la rettifica ma mi chiedono di 'salvare la faccia' e fare un'intervista. Esce l'intervista ma non c'è una parola di rettifica. Aspetto altri dieci giorni, poi li denuncio. Al processo non si sono mai presentati, gli avremmo chiesto: da chi avete avuto questa notizia completamente falsa?

Tutta questa 'macchinazione' solo per colpire lei?

Me e Francesco Cancedda (altro ex 'Gladiatore', ndr). La Dssa era stata fondata da alcune persone serie poi sono stati inseriti dei buffoni per far saltare tutto. Volevano distogliere l'attenzione da Pio Pompa (scandalo Sismi, ndr) e si sono inventati questa cazzata. Non c'era una parola di vero. Giornali e televisioni hanno detto il falso e non hanno mai rettificato.

Lei sapeva che alla guida della Dssa c'era Gaetano Saya?

Era uno di quei personaggi messi lì per far 'bordello'. Saya l'ho conosciuto dopo, sembrava pazzo. Non è mica normale. L'hanno messo in mezzo per far saltare tutto dall'interno.

Ferdinando Imposimato (giudice istruttore del caso Moro, ndr) in un libro del 2008 scrive che Aldo Moro 'doveva morire': il compromesso storico, la Cia e Gladio. Lei invece parla del Kgb

Io non sono nè di destra, nè di sinistra. Imposimato è in buona fede, ma ha una mentalità di sinistra. Per ogni cosa bisogna analizzare il movente. Cosa c'entra la Cia con l'omicidio di Moro che stava collaborando per fare diventare il Pci un partito socialdemocratico di tipo tedesco? Chi ci rimetteva? Il Comintern, l'Unione Sovietica. Come poteva la Cia infilitrarsi in un gruppo indottrinato come la Br? Erano tutti impegnati a mettere la Cia dappertutto, ma l'Italia era inflitrata dal Kgb. Oggi si descrive Moro come un uomo di sinistra, ma era un uomo di destra. E voleva che Enrico Berlinguer facesse uscire il Pci dall'orbita di Mosca, sull'esempio tedesco di Willy Brandt. Sembra logico che la Cia volesse impedire il disfacimento del più importante partito comunista d'Europa?

A proposito di misteri d'Italia. Pochi giorni fa è uscita la sentenza della Cassazione su Ustica. Finalmente si parla di missile. Lei sostiene che l'abbattimento del Dc-9 sia collegato con la strage della stazione di Bologna. E che dietro ci sia la mano di Gheddafi.

Non è che lo dico, lo so. Tutti questi che ne parlano oggi dove erano in quei giorni? A leggere articoli scritti da altri.

La teoria del Mig libico che si nascondeva sotto il Dc-9?

Un depistaggio. L'Italia aveva interesse a nascondere il fatto che dietro Ustica e Bologna ci fosse Gheddafi perchè con lui si facevano affari . Arrivavano le cisterne di petrolio nelle raffinerie siciliane e scaricavano senza fattura. Miliardi spartiti con gli amici. C'era la mafia di mezzo, ma non quella che oggi beccano a nascondersi nelle fogne, quella vera che sta a Roma.

L'Operazione Maltese?

Chi aveva interesse a far saltare il Dc-9 e la stazione di Bologna? L'unico movente porta a Malta. C'era un'operazione Nato, a cui aderiva l'Italia, per impedire a Gheddafi di annettersi l'isola. Il dittatore libico non era allineato, ma aveva legami con Kgb e Stasi. Se Gheddafi avesse ottenuto il suo scopo la flotta sovietica avrebbe ormeggiato a Malta e Israele non avrebbe avuto più i rifornimenti degli americani e della Nato. La Storia sarebbe stata diversa.

Sono in possesso del protocollo d'intesa italo-maltese che permettava all'isola di rimanere indipendente e che gli riconosceva 90 milioni di dollari all'anno, una cifra enorme per il 1980. Purchè non ci fossero navi militari di nessun genere. Il protocollo è stato firmato il 2 agosto 1980, il giorno della strage di Bologna.  Sono stati accusati i fascisti. Ma chi c'era a Bologna il 2 agosto? Thomas Kram, legato a Carlos Lo Sciacallo (Ilich Ramírez Sánchez il nome per esteso, terrorista 'rosso' che sta scontando una pena all'ergastolo in Francia, ndr). E il 27 giugno 1980 (la strage di Ustica, ndr) la flotta dei Mig libici era in volo, perchè  doveva mandare via la Snam (Società Nazionale Metanodotti, ndr) che trivellava in acque territoriali maltesi.

 La 'Strategia della tensione', la Cia. Tutta fantasia?

Non ci sono prove e non c'è logica. Quando parlo di Moro presento documenti e descrivo un colpo di Stato. Ho subito inchieste, non solo giornalistiche: procura militare, procura penale. Come mai sono libero? La risposta è molto semplice...

Strage Ustica
(Foto: http://www.flickr.com/photos/t / )
Le verità di Arconte: dietro c'è Gheddafi
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