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Di Fabio Ferri | 04.02.2013 18:38 CET

Le increspature sono già arrivate anche se forse le ultime dichiarazioni di Silvio Berlusconi c'entrano poco. Lo spread sta salendo come da tempo non succedeva: è oltre i 285 punti base, dopo che venerdì aveva chiuso a 267. Le schermaglie elettorali pesano, lo ha detto preoccupato anche il Wall Street Journal oggi. E pur se la pressante campagna per le prossime elezioni si fa sentire sul mercato azionario, ci sono anche degli altri fattori di instabilità.

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I titoli bancari

Quasi tutte le banche vanno male in tutta Europa, in particolare in Italia e in Spagna, e questo si ripercuote anche sugli altri titoli. Unicredit meno 7,38%, Intesa Sanpaolo meno 4,94%, Monte dei Paschi perde il 5,17%. L'attuale ad di Mps, Fabrizio Viola, ha commentato così, questa mattina ai microfoni di Radio 24, la sfiducia verso la sua banca: «Il mercato ancora non crede a quello che potrà essere il miglioramento dei fondamentali implicito nel piano industriale». Gioranta al centro dei riflettori per Mps, più nelle procure che a Piazza Affari. Oggi infatti inizia una prima fase degli interrogatori del precedente management senese. Nei corridoi della procura di Siena è passato anche l'ex presidente Abi Giuseppe Mussari. Che però pur disponibile a rispondere alle domande dei pubblici ministeri ha chiesto il rinvio dell'interrogatorio, da giovedì in poi perché uno dei suoi legali, Tullio Padovani, è impegnato.

Il contesto internazionale non è da meno. Anche la Spagna è responsabile del crollo del mercato. Le rivelazioni dello scandalo sui fondi neri al partito popolare, che vedrebbero coinvolto anche il premier Mariano Rajoy, certo hanno avuto il loro peso.

Il colpo di grazia però alla credibilità italiana e spagnola arriva da Laurence Mutnik, rate strategist di Morgan Stanley, che lancia l'allarme sui debiti sovrani dei due Paesi latini. Le ripercussioni principali, secondo il report della banca newyorchese, gli abbiamo già sotto gli occhi: un euro forte (forse troppo) e l'aumento degli interessi interbancari. L'euro a 1,371 sul dollaro potrebbe rendere meno appetibile l'export nostrano: che pesava in maniera positiva sulla bilancia.

Altra tegola sulle borse. Commerzbank ha chiuso il 2012 con una perdita netta da 720 milioni di euro, e siamo al quarto trimestre da dimenticare per la banca tedesca. Pesano le svalutazioni sulle imposte differite e i costi sostenuti per la vendita di Bank Forum.

Allo stesso modo la nazionalizzazione della quarta banca olandese, la Sns, e le notizie che arrivano oggi da Londra: la proposta del ministro del tesoro inglese George Osborne di dividere in maniera netta l'attività delle banche d'investimento da quelle retail, non fa che aggiungere pressione ai titoli bancari.

Una serie di congiunture che pur se non tutte di segno negativo hanno destabilizzato Piazza Affari che chiude la seduta col Ftse Mib in calo del 4,5% a 16.539 punti. E con l'incubo dello spread che torna a farsi sentire con i suoi 285.72 punti.

 

 

 

 

Operatore di borsa
(Foto: Reuters / Susana Vera)
Buone notizie per gli scommettitori
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