• Share
  • OkNotizie
  • 0
  • 0

Di David Pascucci | 05.02.2013 09:37 CET

Quando i mercati crollano c'è sempre un buon motivo. Quando sentiamo che lo spread raggiunge nuovi massimi, quando le borse valori crollano, c'è sempre un motivo preciso e risiede nelle "cattive notizie" che per molti influenzano il mercato. Ma è davvero così?

Seguici su Facebook

Più notizie

Sembrerà paradossale, ma non è così che funzionano i mercati. L'esempio lampante è stato ieri con il crollo dei mercati azionari accompagnati dalle prese di profitto sul cambio EurUsd e il rimbalzo giornaliero prevedibile di UsdChf su base giornaliera, una valuta correlata negativamente con EurUsd. Dai grafici del weekend scorso era possibile notare su EurUsd una Pin Candle, una configurazione tecnica dei prezzi che anticipa un'inversione di tendenza (in questo caso un ritracciamento) mentre allo stesso tempo UsdChf (dollaro contro franco svizzero) si trovava su importanti livelli di test ribassisti. Un operatore professionista, dopo un'accurata analisi, già sapeva cosa sarebbe successo con una certa probabilità per l'inizio della settimana.

Ieri abbiamo assistito, come da copione, al ribasso di EurUsd e alla tenuta di UsdChf con conseguenze ovvie sul mercato azionario e su quello obbligazionario (vedi spread). A fine giornata le motivazioni del crollo erano molteplici: dai timori sulla Spagna, all'incertezza politica in Italia, alla situazione macroeconomica pessima dell'Europa e "chi ne ha più ne metta".

Ma come può un operatore professionista prevedere un crollo se lo stesso viene giustificato con le motivazioni sopracitate? Per alcuni operatori, non sono le news a muovere i mercati, ma i flussi di domanda e offerta (meglio dire compratori e venditori) e i comportamenti di questi su determinati livelli di prezzo per ogni strumento. I prezzi salgono e scendono in cerca di compratori e di venditori. In sostanza se lo spread sale non è da attribuire all'incertezza politica in Italia, anzi, è più probabile che le prese di profitto su EurUsd abbiano scatenato delle vendite anche su altri assets come azionario e obbligazionario (spread in salita) proprio per ridare respiro al mercato dopo rialzi molto consistenti di inizio anno. In sostanza si vende (almeno momentaneamente) il mercato per andare a cercare compratori che sugli attuali livelli di prezzo non sono propensi a comprare. I prezzi devono quindi scendere, magari con un po' di panico "giusitificato", affinchè vi siano venditori alimentati dalla "paura indotta e infondata" e compratori pronti ad aggredire il ritracciamento. Come mai la definiamo "paura indotta e infondata"?

Se il mercato fosse salito, avremmo comunque parlato di caos politico in Italia o di timori sulla Spagna? In un weekend non cambia nulla. La situazione politica ed economica italiana è sempre la stessa, tra crisi economica ed elezioni, mentre la situazione spagnola non è di certo peggiorata in un weekend. In sostanza si vuole dire che di solito si tende a trovare delle giusitificazioni ai movimenti di mercato in eventi che pensiamo siano influenti quando in realtà non sono quelli a fare da "market mover". I veri market mover sono gli operatori istituzionali che usano strumenti per valutare il mercato, strumenti che consentono di trovare livelli dove entreranno compratori e venditori che facciano da controparte e magari riuscire a piazzarsi su livelli dove il rapporto rischio/rendimento è favorevole e profittevole. 

Pensiamo quindi che a muovere i mercati siano le news? Chi ragiona in questo modo (specie gli operatori non professionisti) si ritrova nell'80% degli operatori perdenti. I risultati parlano chiaro.

Traders sul floor
(Foto: Reuters / )
Operatori che osservano le quotazioni
  • Valuta questo articolo
  • 0
  • 0

Partecipa alla discussione

IBTimes TV

Condividi

Più popolari

 Media Kit
Media Kit
Strumenti
Topics
Archivi
TV
Aggiornamenti
RSS
Twitter
Facebook
Edizione Italia
Team
Contattaci