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Di Dario Saltari | 05.02.2013 13:14 CET

È un discorso per certi versi allarmante quello fatto oggi da Luigi Giampaolino, presidente della Corte dei Conti, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2013.

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Secondo Giampaolino, infatti, i chiodi su cui la politica deve battere sono essenzialmente due ovvero "il rafforzamento delle politiche di revisione della spesa pubblica" e la "riduzione dell'area dell'evasione fiscale".

Tuttavia, il raggiungimento di questi obbiettivi è un percorso pieno d'ostacoli. Giampaolino, infatti, afferma che si è venuto a creare "un equilibrio fragile" per l'economia italiana derivante dagli "effetti restrittivi prodotti dalle ripetute manovre di riduzione del disavanzo". Insoma il sistema economico italiano è uscito fortemente indebolito dalla crisi economica e dalle politiche di austerity.

Nonostante ciò, anche se la Corte evidenzia che l'aumento dell'imposizione fiscale ha generato "ulteriori effetti recessivi", Giampaolino evidenzia l'importanza del riequilibrio dei conti pubblici che "costituisce non solo una precondizione perché l'Italia possa riprendere il cammino della crescita economica, ma è essa stessa un fattore di crescita".

Ma ciò che frena la crescita più di qualunque altra cosa, secondo la Corte dei Conti, è la corruzione che "è divenuta da fenomeno burocratico/pulviscolare, fenomeno politico-amministrativo-sistemico". "La corruzione sistemica" dichiara Giampaolino "oltre al prestigio, all'imparzialità e al buon andamento della pubblica amministrazione, pregiudica, da un lato, la legittimazione stessa delle Pubbliche Amministrazioni, e, dall'altro l'economia della Nazione".

Infine, anche una tiratina d'orecchi ai partiti riguardo al tema della riduzione dei costi della politica. Secondo la Corte dei Conti, infatti, il controllo sui bilanci dei partiti, approvato quest'anno, non doveva essere affidato ad un organo, la Commissione per la trasparenza ed il controllo dei rendiconti dei partiti e dei movimenti politici, i cui membri sono nominati dai partiti stessi.

"Si trattava di una problematica" dichiara Giampaolino "che meritava in verità di essere ricompresa tra quelle ordinariamente attribuite alla cognizione di questa Corte". Possiamo dire di essere tutti d'accordo con il presidente della Corte dei Conti.

Fisco
(Foto: REUTERS/Andrea Comas / )
Una serie di banconote da 500 euro.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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