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Di Redazione IBTimes Italia | 05.02.2013 14:51 CET

"Fu Maroni a instaurare la prassi di non rendere il conto della gestione a fine anno al partito in quanto riteneva che tale gestione fosse di sua insindacabile pertinenza". Lo ha dichiarato l'ex tesoriere della Lega Nord Piergiorgio Stiffoni, in una deposizione resa ai magistrati lo scorso novembre e pubblicata dal sito del Fatto Quotidiano, in merito all'inchiesta sulla gestone dei fondi del Carroccio al Senato condotta dalla Procura di Roma.

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"Tale intento perseguiva lo scopo di non devolvere al partito eventuali residui della gestione che sarebbero dovuti transitare, come di fatto transitavano, su un altro conto intestato al tesoriere per poi riconfluire sul conto originario nella gestione successiva. Tale prassi si è trasferita anche al gruppo del Senato" prosegue Stiffoni, già indagato per peculato ed espulso dal partito lo scorso mese di aprile.

Secondo l'ex rappresentate del Carroccio 400mila euro di contributi elettorali vennero investiti in titoli di Stato e 50mila euro nelle famose 'carte regalo' MediaWorld. "I fondi del Senato servono per pagare le spese di gestione del gruppo parlamentare - ha spiegato - Personale di segreteria, utenze, strumenti di lavoro. Una quota mensile veniva devoluta ai singoli senatori in parti uguali per gli stessi scopi: allo steso modo si utilizzano tali fondi per incontri conviviali, gadget, anche di un certo valore, eventi e ricorrenze".

Interrogatorio ex tesoriere
(Foto: Reuters / Thierry Roge)
Maroni teneva riservati conti
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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