C'è un'Italia che fatica e una che se la passa decisamente meglio. Mentre il tasso di disoccupazione in Italia ha raggiunto livelli preoccupanti, la paga dei manager di Stato aumenta di 9 mila euro nonostante la proposta del Governo Monti che parlò di tagliare gli stipendi ai manager pubblici. Proposta a quanto pare scivolata nel dimenticatoio, visto che il tetto per il 2013 sarà alzato a 302.937 euro, ovvero pari a un aumento del 3,1% rispetto all'anno 2012. I super manager avranno quindi, una sorta di adeguamento all'inflazione dello stipendio.
Reuters
Stipendi in crescita
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Il cospicuo aumento sarà destinato ai presidenti degli enti pubblici come l'Inps, i direttori generali dei ministeri e dulcis in fundo, tutti i membri delle Autorità indipendenti, dalla Consob all'Antitrust, dalle Comunicazioni all'Energia. Il provvedimento, deciso dal ministero della Giustizia che lo ha comunicato sia alla Funzione Pubblica e sia al ministero dell'Economia, è stato definito «una vergogna» dalla Federconsumatori e il segretario generale del Pubblico impiego Cisl, Giovanni Faverin, lo ha giudicato «scandaloso». Secondo Faverin «è scandaloso che esistano meccanismi che aumentino del 3% il compenso dei dirigenti che prendono 10 volte tanto lo stipendio medio del lavoratore del pubblico impiego e che nessuno delle coalizioni che si presenta alle elezioni inserisca nei programmi una seria riflessione sul rinnovo dei contratti».








