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Di Dario Caputo | 05.02.2013 20:14 CET

Obama scende nuovamente in campo e non nel senso che qualcuno ne da a queste parole. Lo fa da Presidente e da guida del suo popolo. L'Amministrazione americana ha deciso che farà causa all'agenzia Standard&Poor's. Quest'ultima, secondo Obama, ha sopravvalutato alcuni titoli così da essere vista come attrice principale dello scatenare la crisi dei mutui subprime nel 2008, quella che ha poi scatenato la recessione in tutto il mondo.

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Sarà una causa legale molto dura e decisa, gli Stati Uniti chiederanno risarcimenti per almeno cinque miliardi di dollari. Per il Wall Street Journal l'azione legale partirà questa settimana e sarà sia a livello nazionale sia federale. Questa decisione era nell'aria dopo che i lunghi dialoghi con i vertici dell'agenzia di rating erano falliti. A portare avanti la macchina legale saranno il dipartimento alla Giustizia e i procuratori di diversi Stati americani.

L'accusa che viene mossa a Standard&Poor's è quella di aver effettuato delle valutazioni "troppo rosse" su migliaia di mutui subprime venduti da alcune banche di investimento proprio poco prima che si scatenasse l'inferno nel mercato immobiliare. Tutto ciò portò ad una profonda instabilità non solo del sistema economico americano ma anche di quello mondiale.

Proprio per indagare su tutto quello che era successo e per trovare i colpevoli, era stata istituita una commissione d'inchiesta: la Financial Crisis Inquiry Commission. La sua sentenza è netta e decisa: le agenzie di rating hanno palesi responsabilità per quello che è successo dal 2008 in poi. Anche Moody's e Fitch, che però al momento non sono oggetto di azioni legali da parte della autorità americane.

La decisione presa dal Presidente Obama è senza precedenti nella storia e, per la prima volta, ci sarebbe un colpevole che dovrebbe pagare per aver causato la crisi economica.  

 

Barak Obama
(Foto: reuters / Jason Reed)
Barack Obama
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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