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Di Dario Caputo | 06.02.2013 11:40 CET

Il tutto era iniziato con il finto Berlusconi imitato da Crozza. Il leader del Pdl, quello vero, è stato ospite ieri sera negli studi di Ballarò per il consueto appuntamento settimanale con tutti i vari candidati delle varie coalizioni o dei singoli partiti in vista delle prossime elezioni politiche.

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Il confronto con il conduttore è stato serrato e denso di domande. Il punto dal quale si è partiti sono stati gli ultimi annunci pubblici del Cavaliere in tema di fisco e tasse. Il punto cruciale era cercare di mettere in discussione queste proposte intervistando autorevoli economisti. Dalla sintesi delle parole di tutti questi esponenti è uscito fuori che le proposte economiche del Pdl non sono sostenibili né da un punto di vista sostanziale né da un punto di vista pratico.

Berlusconi ha subito preso la palla al balzo e li ha bollati tutti come economisti di sinistra ironizzando di averli riconosciuti sia dalle affermazioni che dalle facce. Ci si "consenta" di dare un piccolo consiglio al Cavaliere: questa sua bravura nel riconoscere le persone di sinistra da quelle di destra solo dalla faccia potrebbe essere una buona disciplina da poter insegnare nelle sue "Università della Libertà", come se quelle già esistenti fossero meno libere. Le strutture erano già pronte ma il progetto per l'avvio è stato rimandato per il nuovo impegno in politica.

Proprio su questi ultimi temi il Cavaliere ha ricordato che lui ormai aveva deciso di seguire altri progetti fuori dalla politica diretta ma che poi è stato costretto a ritornare in campo. "Ero indirizzato ad un tramonto operoso, volevo fare una fondazione intitolata a mio padre per aiutare i bambini nel mondo. Mi stavo impegnando per la costruzione di ospedali e per l'Università della Libertà, poi mi stavo dedicando di nuovo al Milan, e l'ho dovuto abbandonare, ma è in buone mani". E allora cosa gli ha fatto cambiare idea? Cosa gli ha fatto rinunciare di seguire questi suoi alti e generosi impegni? Gli elettori del centro-destra stavano scivolando nell'astensionismo e il partito stava perdendo molti consensi. Berlusconi è dovuto ritornare nuovamente in campo proprio perché solo lui può ridare vigore alla coalizione e riunire tutti i moderati. Il suo è stato un "sacrificio" per l'Italia e per il centro-destra. Ma il suo scendere nuovamente in campo non era legato alla "magistratocrazia" presente in Italia?

Il leader del Pdl ha poi ricordato che se il centro-destra vincerà le elezioni lui sarà Ministro dell'economia e dello Sviluppo, quasi un'auto investitura. "Dopo l'esperienza di dieci anni di governo ho capito che le cose più importanti si fanno partendo dal ministero dell'Economa e dello Sviluppo", ricorda Berlusconi. Nel dire questo minimizza il ruolo del Presidente del Consiglio che non ha nessun ruolo decisivo e di rilevanza. E alla carica di premier candida Angelino Alfano che per il Cavaliere rappresenta "il migliore protagonista della politica", sempre dopo di lui però.

Sul tema della restituzione dei soldi dell'Imu Berlusconi ricorda che ci possono essere vari modi per trovare la copertura necessaria. Esempi sono i fondi previsti dall'accordo tra Italia e Svizzera (accordo che però non è stato ancora firmato) per tassare i capitali dei cittadini italiani nelle banche svizzere. Da questo accordo è prevista una prima tranche di 20 miliardi euro  e altri soldi si potranno recuperare dall'extra gettito dell'attuale Imu. "I 16 miliardi del taglio dell'Irap potrebbero venire immettendo sul mercato beni immobili o quote di partecipazioni dello Stato". Per quanto riguarda l'accordo con la Svizzera il leader del Pdl ricorda che era già stato raggiunto durante il suo governo ma "il nostro ministro dell'Economia (Giulio Tremonti) era contrario".

Sulla legge elettorale vigente ricorda che "non l'ho fatta io. La volevo cambiare ma c'era un alleato che mi impediva di cambiarla. Gli italiani devono capire di dover dare la maggioranza al Pdl contro gli altri partiti''. L'alleato che gli ha impedito questo o è Fini o la Lega. Con la Lega il Pdl è ancora insieme a queste elezioni. Sul tema delle alleanze poi Berlusconi ricorda che non le ha scelte lui: "La squadra del centrodestra è determinata dalla Costituzione che non prevede la contrapposizione solo tra due partiti in Italia. Bisogna soccombere sotto la pluralità di partiti!". Una coalizione non tanto sana allora quella che si è formata.

L'intervento a Ballarò si conclude con un'affermazione del Cavaliere che crea un po' di stupore non solo nel conduttore ma anche tra i presenti. La spalla a queste affermazioni è la domanda di Floris legata al fatto del rinnovare la fiducia o meno ad un suo allenatore che avesse perso quanto ha perso lui. "Io sono stato nominato il migliore imprenditore dal Dopoguerra a oggi non è che poi divento incapace a Palazzo Chigi".

 

 

Silvio Berlusconi
(Foto: Reuters / )
Silvio Berlusconi
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