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Di Arianna Adamo | 06.02.2013 12:35 CET

Anonymous colpisce ancora una volta. Gli hacker hanno attaccato il sito acjic.alabama.gov (ora offline) impadronendosi di tutti i loro dati personali: indirizzi IP, contatti, utenze e password (non in chiaro). Ne hanno fatto le spese 4 mila dirigenti di banche Usa, come riporta il Whasington Post. Il motivo? Il recente suicidio di Aaron Swartz, genio della tecnologia di 26 anni, e la revisione delle leggi sui crimini informatici.

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Secondo la famiglia, infatti, il giovane si è suicidato sotto la pressione di un'inchiesta per crimini informatici. Swatrz era finito sotto inchiesta due anni fa per aver rubato 4,8 milioni di articoli accademici dal sito a pagamento JStor e averli messi in rete dopo aver avuto accesso alla rete del campus del Mit. Se condannato, il giovane genio del web rischiava di scontare oltre 30 anni di prigione e una multa di un milione di dollari.

Anonymous ha puntato proprio ad attirare l'attenzione sulla necessità di rivedere la legislazione nell'ambito di questo tipo di reati. L'operazione, denominata LastResort, ha visto il rilascio di dati personali e ha dimostrato di aver fatto breccia nei dati della Federal Reserve. Tutto con la solita ironia: tentando di raggiungere il sito, infatti, si arrivava ad una url contenente le parole "oops-l'abbiamo-fatto-di nuovo". Il gruppo di hacker ha attaccato proprio il 4 febbraio, l'ultima data utile del procuratore generale Eric Holder per rispondere a domande specifiche sul caso Swartz poste da una commissione parlamentare Usa.

Quella di Anonymous è una sfida ad alto livello. Già nel precedente attacco le voci sulla riuscita di Anonymous nel fare breccia in archivi federali non erano mancate, ma con l’operazione LastResort hanno dimostrato che sono riusciti a entrare in possesso di informazioni particolarmente delicate.

L’attacco è soltanto l’ultimo in ordine di tempo contro siti istituzionali, di quotidiani e social network negli Stati Uniti. La scorsa settimana si era aperta con il New York Times che denunciava di essere stato vittima per mesi di attacchi che si ritiene provenissero dalla Cina, seguito a stretto giro dal Wall Street Journal. Sempre la scorsa settimana è stato Twitter ha denunciare intrusioni in cui potrebbero essere state sottratte le password di almeno 250mila utenti.

La Federal Reserve, recita una nota dell’istituto centrale, è consapevole del fatto che sono state ottenute informazioni sfruttando la temporanea vulnerabilità di un sito web. Tuttavia, ha spiegato un portavoce, l’intrusione non ha avuto impatto sulle attività vitali della banca.

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Anonymous
(Foto: Flickr / raincoaster)
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