Bersani apre a Monti. Quest'apertura così forte al premier uscente però porta dure critiche e riflessioni all'interno dell'attuale alleanza di centro-sinistra. Il leader di Sel Vendola esprime tutto il suo dissenso in merito: "Spero che Bersani non si voglia assumere la responsabilità di rompere l'alleanza del centrosinistra - tuona Vendola da un teatro romano - Bersani ha fatto riferimento al tema pregiudiziali dei programmi e nei fatti quelli di Monti e del centrosinistra sono inconciliabili".
reuters
Per il presidente uscete Mario Monti, il segretario del Pd non ha nulla a che vedere con lo scandalo del Monte Paschi di Siena
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L'avvertimento al segretario Pd è stato perciò inviato senza mezzi termini. Il leader pugliese mette Bersani davanti ad un bivio, netto e diretto. Un contatto diretto con Monti per il prossimo governo porterebbe alla rottura dell'alleanza.
Il leader Pd interviene a Radio Anch'io su Radio uno e, rispondendo alla domanda legata alla questione dell'incertezza della sua vittoria in base al recupero del Pdl, non usa mezzi termini: "Berlusconi sta richiamando i suoi. Io non l'ho mai sottovalutato e non ho mai pensato di avere la vittoria in tasca. Ma non sento il fiato sul collo. Ho sempre pensato ci fosse la destra e non ho mai sottovalutato. Ma quando sento parlare di sorpasso, io rispondo 'col binocolo´".
Sulla possibile apertura a Monti e ai centristi Bersani ricorda: "Dico sempre che mi ritengo alternativo a Berlusconi e alla Lega, sono disponibilissimo a discutere con Monti, per fare le riforme o il governo, lo vedremo, oggi è stata data un po' più di enfasi, forse per il timing, a parole che ripeto sempre. Sono pronto a discutere con chi si ritiene a alternativo a Berlusconi e alla Lega, ho sempre detto che mi comporterò come se avessi il 49% anche se avrò il 51%".
Sul tema legato alle critiche sollevate dal suo alleato Vendola sulla possibile apertura a Monti il segretario Pd sottolinea che "basta leggere la carta d'intenti, che si è data una credibilità in termini di rigore e di serietà. Dopo di che c'è scritto che a contrasto delle regressioni populiste di una destra europea e nazionale, noi abbiamo un atteggiamento di apertura nei confronti di forze europeiste e costituzionali. È chiaro, però - puntualizza il leader Pd - che le convergenze non si fanno a tutti i costi, deve essere messo alla prova dei programmi. Il segretario democratico poi mette in chiaro quali sono i ruoli in questa competizione elettorale: "Solo noi siamo in condizione di battere la destra, Monti non lo è. E siccome vince chi arriva primo, noi facciamo un appello agli italiani per governare il Paese".








