L'Italia non attua le regole penitenziarie europee. Napolitano non ha dubbi: le pessime condizioni in cui i detenuti devono vivere nelle carceri non fa onore all'Italia e invita la politica a prendere atto della situazione e a pensare a dei provvedimenti seri: "Nessuna parte vorrà negare gravità ed emergenza della questione carceraria. E' una situazione gravissima ed è in gioco l'onore dell'Italia. La Corte europea ha ragione".
Reuters
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
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"La mancata attuazione delle regole penitenziarie europee - dice Napolitano - conferma la perdurante incapacità del nostro Stato a realizzare un sistema rispettoso del dettato dell'articolo 27 della Costituzione sulla funzione rieducativa della pena e sul senso di umanità. Il sovraffollamento -entra nel dettaglio- le condizioni di vita degradanti, i numerosi episodi di violenza e di autolesionismo, sintomo di una inaccettabile sofferenza esistenziale, la mancata attuazione dunque delle regole penitenziarie europee, dimostrano come lo Stato italiano non riesca ad attuare l'articolo 27 della Costituzione, e il concetto della rieducazione del detenuto sia ben lontano dall'essere attuato".
Ricordiamo infatti che l'obiettivo primario del carcere è rieducativo e non punitivo. Napolitano lamenta quindi di non essere ascoltato e rincara la dose: "la situazione delle carceri italiane non consente lo spazio vitale garantito. Ho più volte, e anche molto di recente, colto ogni occasione per denunciare le insostenibilità delle condizioni del carcere e di coloro che vi sono rinchiusi e avrei auspicato che i miei appelli fossero accolti in maniera maggiore di quanto sia accaduto ma posso assicurare che questo è accaduto anche per vari altri appelli del Presidente della Repubblica riguardanti altre questioni".
Quanto agli inviti più volte lanciati al Parlamento aggiunge: "Quando faccio un appello o un richiamo è come se mandassi un messaggio in bottiglia che non so dove arriverà". Voglio dire - si spiega meglio - che questi sono i limiti dei poteri del presidente in un sistema che non è presidenziale e nemmeno vorrei lo diventasse".








