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Di Luca Marra | 06.02.2013 15:10 CET

«Un giorno sono diventato così timido che mi sono addormentato» Wink riesce a essere anche poetico in alcuni momenti, nonostante la sua durezza fisica e comportamentale. Wink (Dwight Henry) con la sua piccola Hushpuppy vive nelle nel Sud degli Stati Uniti in una comunità chiamata "La grande vasca" nel mezzo di una terra selvaggia continuamente inondate dalle acque e minacciata dai venti.  Soffre di una grave malattia e una tempesta e in arrivo a inondare la terra, i ghiacci si sciolgono  e gli Aurochs animali giganteschi, terribili e mitologici stanno arrivando.

Satine Film/Bolero Film
Quvenzhanè Wallis è la protagonista di "Re della terra selvaggia". A soli 9 anni è la candidata più giovane agli Oscar come miglior attrice protagonista. Dovrà vedersela con la candidata più anziana in nomination: Emmanuelle Riva.

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C'è una diga ne "La grande vasca" separa loro dal resto della terra, è una diga tra natura e modernità quella che filma Benh Zeitlin regista esordiente ma stellato dai tanti premi ai festival e quattro nomination di pregio agli oscar: film, regia, sceneggiatura e miglior attrice per la fortissima Quvenzhanè Wallis, una bimba che non recita da bambina ma da adulta. Stratosferica. Nelle terre selvagge di Zeitlin c'è realtà dura e fredda e la magia di un racconto, di una fiaba insolita con tutti i valori universali: nascita, vita, comunità, famiglia e morte.  Nel rapporto contrastato e caloroso di Wink e Hushpuppy c'è la metafora della Natura, del legame tra noi e lei. Di solito la si chiama Madre Natura ma qui c'è un papà burbero che insegna alla figlia a non piangere. Mai. Anche nello scontro al centro del film, quello tra Universo e Civiltà, quest'ultima intesa come ostacolo a espressione umane alternative e come senso unidirezionale di stare al mondo.

In questo corso di sopravvivenza fisico e del cuore Hushpuppy farà il suo cammino tra immaginazione e realtà, facendo i conti già da piccola con tutto quello che l'esistenza può offrire compresi i distacchi, simili a quelli  procurati da un uragano che sradica un albero, lo spezza ma molto spesso lascia le radici. Segno di quello che si è stati. Con una regia decisa ma non prepotente e una fotografia satura e incisiva siamo nelle terre selvagge del cinema, terre nuove. Malick? Into The Wild? Il gioco della caccia ai riferimenti cinematografici è aperto per questo film di buona bellezza. Non conosciamo la soluzione e non importa: un film indipendente che arriva alle più ambite nomination degli Oscar non può essere che già un po' re, della terra selvaggia e del cinema maiuscolo.

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Re della terra selvaggia
(Foto: Satine Film/Bolero Film / )
Quvenzhanè Wallis è la protagonista di "Re della terra selvaggia". A soli 9 anni è la candidata più giovane agli Oscar come miglior attrice protagonista. Dovrà vedersela con la candidata più anziana in nomination: Emmanuelle Riva.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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