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Di Candido Romano | 06.02.2013 18:48 CET

Bioshock Infinite sembra proprio una critica alla visione americana del mondo. Il terzo capitolo della serie, con alle spalle quel Kevin Levine, padre di titoli come System Shock 2 del 1999 e del primo BioShock del 2007, catapulta il giocatore nell'anno 1912, in atmosfere a prima vista datate ma che osservate a fondo parlano di noi, del nostro tempo. Annunciato nel 2010 e con uno sviluppo a tratti travagliato a causa di problemi con il network della modalità multiplayer successivamente esclusa dal pacchetto finale, il titolo Irrational Games è infatti ambientato nella città volante di Columbia, un enorme complesso scomparso dopo la secessione dagli Stati Uniti. Realtà e fantasia sio fondono in questo capitolo finale, che arriverà agli sgoccioli di questa generazione di console.

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Nei panni dell'investigatore privato Booker DeWitt bisognerà entrare nella misteriosa città per salvare Elizabeth, una ragazza rinchiusa in una torre dotata di incredibili poteri. Sullo sfondo una storia alquanto classica, l'eroe che salva la fanciulla in percolo, ma Levine ci ha abituati a capovolgimenti e trame con molte sorprese. Siamo sicuri che Bioshock Infinite rispecchierà tutti questi canoni.

Gli elementi di gameplay saranno molto simili al primo Bioshock, sicuramente il capitolo meglio riuscito e amato della serie. Si comincerà con una pistola per arrivare ad apprende diverse arti magiche, comunemente chiamate in questo universo "Plasmidi", sia d'attacco che di difesa. Se nei vecchi Bioshock l'elemento cardine del gameplay era il rapporto tra i Big Daddy e le "sorelline", in Infinite tutto si concentrerà tra il protagonista e la stessa Elizabeth, dato che non rimarrà a lungo nella sua torre: la salvezza della ragazza non è l'obiettivo finale ma un pretesto per metterla in gioco.

Elisabeth ci guiderà quindi lungo il tortuoso cammino, indicando luoghi da esplorare, ma anche durante i combattimenti. Un'avventura in prima persona con forti elementi da sparatutto che hanno sempre caratterizzato la serie, ma anche sfumature di RPG. Quello che ha sempre colpito nei Bioshock è l'atmosfera: si passa dalle profondità marine di Rapture al cielo di Columbia, con colori e architetture vivaci, fatte di oggetti meccanici quasi da steampunk. Tutte e due città utopiche, la prima caduta in rovina, la seconda nel pieno della sua follia di conquista.

In questa serie l'ambientazione, più nello specifico la città e colui che la governa (in questo caso Il Profeta Comstok, un vero dittatore) ricoprono un ruolo importantissimo nell'economia di gioco. Recentemente è stato rilasciato anche un trailer che illustra le origini di Colombia, sotto forma di documentario d'epoca. Si passa in rassegna la storia della città, dall'alleanza con gli Stati Uniti d'America alla secessione, fino al mistero che la circonda in tempi più moderni.

Insomma Bioshock Infinite, in uscita il 26 marzo per PC, PS3 e Xbox 360 dopo ben due rinvii di date d'uscita, potrebbe rivelarsi un ritorno in grande stile per Levine: la conferma arriverà solo in sede di recensione.

© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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