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Di Gianluca Iozzi | 06.02.2013 20:06 CET

La situazione per gli ex vertici del Monte dei Paschi di Siena comincia a farsi pesante: per l'ex presidente della banca senese i reati contestati dalla Procura di Siena sono falso in prospetto e manipolazione del mercato. Mussari, insieme a l'ex direttore finanziario Daniele Pirondini, l'ex dg Vigni e l'allora responsabile dell'area legale Raffaele Giovanni Rizzi sono indagati in concorso per falso in prospetto relativamente agli aumenti di capitale del 2008 e del 2011 (in questo secondo caso Pirondini non è indagato). 

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I magistrati ritengono che non venivano spiegati in maniera dettagliata "i Fresh 2008 e non erano descritti i contratti di total return swap sottoscritti da Fondazione Mps". Dunque gli indagati hanno fornito "false informazioni" e per giunta "occultavano notizie in modo idoneo a indurre in errore i destinatari del prospetto".

Per quanto riguarda invece la manipolazione del mercato in concorso - reato contestato a Mussari e Vigni - i magistrati spiegano che gli indagati pur di acquisire Antoveneta hanno non solo orchestrato ma "partecipavano e contribuivano alla predisposizione della complessa operazione finanziaria denominata Fresh 2008, diffondendo al mercato notizie false e idonee a determinare una sensibile alterazione del prezzo dell'azione" della banca".

Ma la storia non finisce qui poiché l'ex-direttore generale di Monte dei Paschi Antonio Vigni e l'ex-direttore finanziario Marco Morelli sono indagati per ostacolo all'autorità di vigilanza, poiché entrambi hanno omesso di comunicare a Bankitalia di aver rilasciato una indemnity side letter a Bank of New York in occasione dell'assemblea di sottoscrittori del Fresh nel 2009.

Secondo quanto riportato da Reuters l'ex direttore finanziario Morelli il 15 aprile 2008 ha firmato una indemnity a favore di JP Morgan e dunque anche questa sarebbe stata nascosta all'organo di vigilanza. Intanto oggi Vigni è stato sentito in Procura per quanto riguarda l'acquisto dell'Antoveneta. In particolare gli inquirenti si stanno concentrando su una circostanza alquanto strana: nel 2007 il gruppo spagnolo Santander acquistò la banca per 6,6 miliardi di euro, poi rivenduta qualche mese dopo all'istituto senese per 10,133 miliardi di euro.

Ma oggi è una giornata cruciale anche perché si è riunito il board di Mps al fine di esaminare le operazioni in derivati effettuate dall'istituto di credito. Il presidente Alessandro Profumo, intervistato ieri sera ad Otto e Mezzo su La7, ha precisato che le perdite causate proprio da queste spericolate operazioni non devono essere considerate come deficit nel bilancio bancario, tutt'altro: "Sono operazioni che hanno spalmato una perdita nel tempo: se domani decideremo di rivedere il bilancio e il cda sarà d'accordo la perdita andrà immediatamente nei bilanci, poi nel tempo recuperemo la somma".

Mussari
(Foto: Reuters / )
Mussari
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