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Di Claudio Forleo | 06.02.2013 20:45 CET

Ammettiamolo pure: c'eravamo sbagliati, in molti. Pensavamo che la sesta replica del Cavaliere fosse destinata a risolversi in una debacle. Troppo recente la cacciata invocata dall'Europa, troppo evidenti gli errori del suo ultimo governo, troppo strisciante una crisi che ha ignorato per tre lunghissimi anni. E invece...

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Invece Berlusconi capisce gli italiani, o almeno una fetta consistente dell'elettorato. Soprattutto il Cavaliere sa come prendere in contropiede gli avversari. Come una squadra di calcio che subisce gol sempre allo stesso modo, la 'sinistra' italiana subisce sempre le iniziative elettorali del Cavaliere. Il suo mastodontico conflitto d'interessi, che non si limita al possesso di tre reti televisive, lo facilita. Nonostante molti 'moderati' ripetano da vent'anni la grande bugia che "la televisione non sposta voti". Più passa il tempo più la definizione di Indro Montanelli, uno che lo conosceva ben prima della 'discesa in campo', assume peso: "E' il più grande piazzista del mondo".

Un eccellente venditore si adatta alle esigenze del cliente che deve convincere ad acquistare la sua merce. E il cliente può cambire umore e priorità a seconda dei giorni. Per questo Berlusconi è un venditore eccellente. La famigerata 'pancia degli italiani' è casa sua. Per quanto i veri problemi del Paese siano altri, ha capito perfettamente quanto l'Imu sia mal digerita. Solo lui poteva costruire una rimonta su tre lettere. E nessuno come lui riesce a enfatizzare un grande difetto di noi italiani: la memoria da pesce rosso, che scompare dopo pochi secondi.

In ogni problema tirato in ballo in questa campagna elettorale il Cavaliere ha la sua parte di responsabilità: pressione fiscale, Equitalia, giustizia, credit crunch, sistema bancario, debito pubblico, tagli alla scuola e alla sanità pubblica. Dal 2001 ad oggi ha governato dieci anni, non nove come viene ripetuto. Il partito di maggioranza che ha sostenuto il governo Monti è il Pdl. Tutti gli "errori" del governo tecnicno sono stati avallati e appoggiati dal partito di Silvio Berlusconi (e dal Pd), temporaneamente affidato in gestione ad Angelino Alfano. Nel dicembre 2011 il Pdl ha anche detto sì all'Imu sulla prima casa.

Tutto viene rimosso. La memoria da pesce rosso spiana la strada alle sue strategie. Berlusconi non è l'unico a utilizzarla, ma rispetto agli avversari ottiene il massimo da questa rimozione di massa. Nessuno come lui riesce a usare per il proprio tornaconto questo difetto del nostro Paese, molto meno evidente in altri contesti internazionali. La crisi in Europa ha penalizzato Sarkozy (Francia) e dato il colpo di grazia a Zapatero (Spagna), Brown (Gran Bretagna). Dei principali leader a livello europeo in carica al deflagrare della crisi resiste solo Angela Merkel, anche perchè la Germania è un caso a parte. Berlusconi, che quella crisi ha negato fino a superare ogni limite di decenza, recupera nei sondaggi illustrando ricette per uscirne e per far quadrare i conti. In Italia è normale.

Berlusconi
(Foto: Flickr / Eddypedro)
Silvio Berlusconi al rush finale
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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