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Di Claudio Forleo | 17.02.2013 11:23 CET

Oscar Giannino, classe 1961, è il leader di Fare per Fermare il Declino, movimento inizialmente 'non politico' (nato nel luglio 2012) trasformatosi in partito lo scorso dicembre.

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Conosciuto come esperto di economia, Giannino è laureato in Giurisprudenza. La sua attività politica inizia prima di quella giornalistica. Nel 1984 diventa  segretario della federazione giovanile del Partito Repubblicano. Tre anni dopo eccolo portavoce e membro della Direzione nazionale guidata dal segretario Giorgio La Malfa che, come un gran numero di leader politici della Prima Repubblica, viene coinvolto in Tangentopoli: condannato con sentenza definitiva a sei mesi di reclusione nell'ambito del processo sulla maxi-tangente Enimont per avere incassato 300 milioni di lire da un dirigente della Montedison.

Negli 'anni repubblicani' Giannino inizia anche la sua carriera giornalistica, scrivendo per La Voce Repubblicana (caporedattore dal 1988) e per Liberal. Nel 1995 abbandona il Pri, poi diventa vice-direttore di Liberal e nel 1999 inizia a curare le pagine economiche del Foglio diretto da Giuliano Ferrara. La collaborazione dura quattro anni e nel 2003 viene chiamato ad assumere il ruolo di vice-direttore del Riformista, quotidiano dell'area di centrosinistra.

Fa una breve incursione televisiva (programma Batti e Ribatti), per poi intraprendere una nuova collaborazione, stavolta con Libero. Nel 2007 viene nominato direttore di Libero Mercato, allegato economico-finanziario del quotidiano diretto da Vittorio Feltri. Nel frattempo si iscrive nuovamente al Partito Repubblicano e nel 2011 torna a far parte della Direzione Nazionale del partito.

Nel 2009 viene licenziato da Libero (la direzione nel 2008 è passata nelle mani di Maurizio Belpietro) per 'divergenze con l'editore'  (il gruppo Angelucci, attivo nel settore sanità, soprattutto nel Lazio). Da allora collabora con l'Istituto Bruno Leoni, con Radio 24 (del Sole 24 Ore), con Panorama e Il Mattino. Nel 2011 è tra i fondatori di AcquaLiberaTutti, comitato promotore del No sui referendum tenutisi nel giugno 2011, sostenendo la 'privatizzazione' dell'acqua e la necessità dell'energia nucleare.

La sua attività giornalistica e politica si è mossa sempre nell'alveo del centrodestra, salvo la parentesi al Riformista (un quotidiano comunque etichettato come 'moderato').

Oggi è considerato uno dei principali 'nemici' di Silvio Berlusconi, con il quale non sono mancati botta e risposta velenosi ("un guitto colorato come un clown" uno degli epiteti rivolti all'ex premier). Ma in passato il leader di Fare per Fermare il Declino è stato un sostenitore delle politiche economiche di Giulio Tremonti, ministro dell'Economia di due governi Berlusconi. Per Giannino Tremonti aveva "salvato i conti pubblici" e chiese alla destra di "tenerselo stretto".

Atteggiamento ambiguo tenuto nei confronti anche del premier uscente.  Ha criticato il governo Monti, salvo poi annunciare il proprio endorsement pochi giorni prima della 'salita' in politica del Professore. Non ha trovato un accordo con il 'centro' ed è tornato ad attaccarlo, sottolineando il "clamoroso conflitto d'interessi" del premier uscente, definito un "uomo Fiat" essendo sponsorizzato da Montezemolo, Marchionne (poi dimostratosi più freddo) e da Barack Obama, promotore della fusione Fiat-Chrysler.

E' recente l'apertura nei confronti di Beppe Grillo, definito "una pagina assolutamente nuova della storia della Repubblica, assolutamente positiva". Ma meno di venti giorni fa considerava le sue idee sull'Europa "da ambulanza".

Il programma di Fare per Fermare il Declino, riassunto per punti fondamentali:

CONTI DELLO STATO

Ridurre l'ammontare del debito pubblico, sotto al 100% del Prodotto Interno Lordo, attuando nel periodo 2013-2018 una politica di dismissioni di asset pubblici (come il patrimonio immobiliare e la vendita delle società partecipate dal Tesoro) che generi un gettito dell'ordine dei 35 miliardi di euro all'anno. Ridurre la spesa pubblica di almeno 6 punti percentuali del Pil nell'arco di 5 anni, tagliando le spese per redditi da lavoro dipendente, per consumi intermedi e le spese pensionistiche (limitando i tassi di crescita delle pensioni attualmente erogate).

FISCO

Ridurre la pressione fiscale complessiva di almeno 5 punti in 5 anni: tendenziale abolizione dell'Irap, riduzione dell'Irpef (eliminazione per la "metà più povera del Paese"), riordino di deduzioni e detrazioni, abolizione del redditometro, no all'aumento di un punto dell'Iva (prevista per luglio 2013). Imu: gettito interamente indirizzato agli enti locali, riduzione dell'aliquota per i beni strumentali delle imprese.  Evasione fiscale: riformare il sistema sanzionatorio, amministrativo e penale, concentrandosi sui fatti più gravi e le frodi.

LIBERALIZZAZIONI

Liberalizzare rapidamente i settori ancora non pienamente concorrenziali quali trasporti, energia, poste, telecomunicazioni, servizi professionali e banche (inclusi gli assetti proprietari). Privatizzare la RAI, abolire canone e tetto pubblicitario. Affidare i servizi pubblici, incluso quello radiotelevisivo, tramite gara fra imprese concorrenti.

LAVORO

Sostenere i livelli di reddito di chi momentaneamente perde il lavoro anziché tutelare il posto di lavoro esistente o le imprese inefficienti. Tutti i lavoratori, indipendentemente dalla dimensione dell'impresa in cui lavoravano, devono godere di un sussidio di disoccupazione. Il pubblico impiego deve essere governato dalle stesse norme che sovrintendono al lavoro privato introducendo maggiore flessibilità sia del rapporto di lavoro che in costanza del rapporto di lavoro. Il giudizio sulla riforma Fornero: positivo sui licenziamento per ragioni economiche, sulla cassa integrazione e sull'introduzione dell'Aspi (Assicurazione Sociale per l'Impiego), negativo sui precari e sulla 'segregazione del mercato del lavoro'.

GIUSTIZIA

 Adottare immediatamente una legislazione organica sui conflitti d'interesse. Imporre effettiva trasparenza e pubblica verificabilità dei redditi, patrimoni e interessi economici di tutti i funzionari pubblici e di tutte le cariche elettive. Instaurare meccanismi premianti per chi denuncia reati di corruzione. Vanno allontanati dalla gestione di enti pubblici e di imprese quotate gli amministratori che hanno subito condanne penali per reati economici o corruttivi. Riformare il codice di procedura e la carriera dei magistrati: no agli avanzamenti di carriera dovuti alla sola anzianità. Limitare la carcerazione preventiva. Giustizia tributaria: "aumentare gli strumenti per la sospensiva che oggi, a causa della lunghezza dei procedimenti, non è in grado di proteggere il contribuente dal recupero forzato delle somme. Carceri: Introduzione di pene alternative per condannati non pericolosi".

SCUOLA

Abilitazione dei docenti su base regionale o nazionale, possibilità delle singole scuole di organizzare concorsi locali tra chi possiede determinati requisiti, i nuovi docenti devono essere sottoposti a un periodo di prova. Potenziare le competenze dell'INVALSI per valutare scuole ed insegnanti che offrono prestazioni migliori, la concorrenza fra istituzioni scolastiche e la selezione meritocratica di docenti e studenti devono trasformarsi nelle linee guida di un rinnovato sistema educativo. Abolire il valore legale del titolo di studio, gli esami di stato devono essere disegnati in modo da indurre alle scuole incentivi appropriati a realizzare l'autonomia formativa auspicata.

UNIVERSITA'

Introdurre il massimo di trasparenza sull'attività dei docenti, deducibilità fiscale per i fondi privati devoluti alla ricerca, introdurre opportune leve fiscali che favoriscano la partecipazione del capitale privato e degli enti non-profit. L'incidenza del finanziamento alla ricerca, attualmente meno del 2% del totale delle risorse a disposizione dell'università, va aumentata in maniera significativa, perlomeno al 5%. A tal fine dovrebbero essere devolute anche le minori spese legate all'abolizione dell'Irap. Liberalizzare totalmente le tasse universitarie, con l'obbligo di destinare una percentuale minima e consistente  del gettito di tale voce (almeno il 20%) del gettito a borse di studio per studenti da famiglie a basso reddito e meritevoli, offrire a tutti gli studenti la possibilità di accendere prestiti sull'onore.

AMBIENTE

Abolizione della tassa sui rifiuti, da sostituire con una tariffa sui servizi offerti in un mercato competitivo, apertura al mercato per gli operatori che intendono offrire servizi di raccolta e riciclaggio dei rifiuti, garantendo la loro tracciabilità. Urbanistica e consumo di suolo: detrazioni per lavori di riqualificazione degli immobili esistenti, definizione degli oneri di urbanizzazione in misura pari ai reali costi delle opere di urbanizzazione necessarie, riduzione della discrezionalità amministrativa nel rilascio del permesso di costruire rilasciato da parte dell'amministrazione pubblica. Acqua: disporre l'affidamento con gara trasparente e aperta della gestione del servizio idrico a soggetti che garantiscano la realizzazione degli investimenti necessari a garantire la salute dei cittadini.

Oscar Giannino
(Foto: http://www.flickr.com/photos/7 / )
Il leader di Fare vicino alle dimissioni
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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