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Di Valentina Beli | 18.02.2013 10:43 CET

Accantona la toga da magistrato per entrare in politica e, sostenuto da diversi partiti confluiti in Rivoluzione Civile, si candida come presidente del  Consiglio alle prossime Politiche.  Invoca la necessità di un cambiamento, evidenziando che "non è più tempo di stare a guardare ma di agire" e con un programma che spazia dall'ambiente all'occupazione giovanile, passando naturalmente per la giustizia, si propone agli elettori per cambiare le cose.

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Antonio Ingroia, siciliano doc nato a Palermo nel '59, si forma professionalmente al fianco di Falcone e Borsellino. L'ex pm è noto per la sua battaglia contro la mafia, in veste di pm nel 2004 ottiene la condanna a 9 anni di carcere per Marcello Dell'Utri, accusato di concorso esterno per associazione mafiosa. A giugno 2010 la condanna viene confermata in appello ma si riduce da 9 a sei anni. Il senatore Pdl viene però assolto "per le condotte successive al 1992, poiché i giudici hanno giudicato non provato il 'patto di scambio' politico-mafioso con Cosa Nostra".

 Nel 2009 viene nominato procuratore aggiunto della procura distrettuale antimafia di Palermo.  In merito all'indagine sulla Trattativa Stato-mafia chiede il rinvio a giudizio di 12 indagati -tra cui Dell'Utri, Mancino- per "concorso esterno in associazione mafiosa". Siamo al 24 luglio 2012. Due giorni dopo il CSM manda Ingroia a dirigere in Guatemala un'unità di investigazione per la lotta al narcotraffico su incarico dell'ONU.

Il 29 dicembre annuncia la sua discesa in campo con Rivoluzione Civile. Il 7 gennaio rientra in Italia per la campagna elettorale. Sostenuto dal Movimento Arancione di De Magistris, dall'Idv di Antonio Di Pietro ma anche da Rifondazione Comunista, i Verdi e il Partito dei Comunisti Italiani, corteggia invano Grillo. Il leader del M5S definisce Ingroia "una foglia di fico" e adesso, dopo gli inutili tentativi di alleanza, il capo di Rivoluzione Civile dice di Grillo che è "un super-ricco che magari strizza l'occhio agli elettori di destra ed agli evasori fiscali, esattamente come Berlusconi".

Pur di evitare la vittoria del Centrodestra, vista la situazione in bilico a Palazzo Madama, Ingroia aveva proposto: "Possiamo offrire al Pd i nostri voti al Senato per fare un Governo di centrosinistra senza Monti, su questo si potrebbe aprire un confronto".

 

IL PROGRAMMA nei suoi punti fondamentali:

 

Occupazione: "Siamo per il ripristino dell'art. 18 e per una legge sulla rappresentanza e la democrazia nei luoghi di lavoro". Previsti investimenti in ricerca e sviluppo nonché l'attuazione di politiche industriali che innovino l'apparato produttivo e la riconversione ecologica dell'economia. Tra le promesse l'introduzione del reddito minimo per le disoccupate e i disoccupati e l'obiettivo di aumentare gli stipendi medi attraverso una politica di detassazione delle tredicesime e recupero del fiscal drag.

 

Conti dello Stato: Abolire Imu sulla prima casa ed estenderla agli immobili commerciali della chiesa e delle fondazioni bancarie, istituire una patrimoniale sulle grandi ricchezze, stabilire un tetto massimo per le pensioni d'oro e il cumulo pensionistico. Prevista l'abrogazione della controriforma pensionistica della Fornero per rispondere al problema degli esodati.

 

Piccole e medie imprese e attività artigianali e agricole: "Deve partire un grande processo di rinascita del Paese, liberando le imprese dal vincolo malavitoso, dalla burocrazia soffocante. Vanno premiate fiscalmente le imprese che investono in ricerca, innovazione e creano occupazione a tempo indeterminato. Vanno valorizzate le eccellenze italiane dall'agricoltura, alla moda, al turismo, alla cultura, alla green economy".

 

Scuola e Università: Obbligo scolastico a 18 anni. Ingroia propone il ritiro delle riforme Gelmini e il blocco degli organici imposto dalle ultime leggi finanziarie. "E' necessario accantonare definitivamente qualsiasi progetto di privatizzazione del sistema di istruzione e stabilizzare il personale precario. Vogliamo valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico, come afferma l'art. 9 della Costituzione. Vogliamo una riforma democratica dell'informazione e del sistema radiotelevisivo che ne spezzi la subordinazione al potere economico-finanziario". Rivoluzione Civile propone una legge sul conflitto di interessi e l'uscita dei partiti dal consiglio di amministrazione della Rai. L'accesso a Internet gratuito per i giovani e la banda larga in tutto il Paese.

 

Diritti civili: Rivoluzione Civile propone il riconoscimento dei diritti civili, degli individui e delle coppie, a prescindere dal genere, l'estensione della cittadinanza di tutti i nati in Italia e politiche migratorie accoglienti.

 

Giustizia: Eliminazione della mafia attraverso l'annientamento dei rapporti con gli altri poteri e il logoramento della sua struttura finanziaria. Lotta aperta alla criminalità organizzata, alla corruzione nonché il ripristino del falso in bilancio e l'inserimento dei reati contro l'ambiente nel codice penale sono azioni necessarie per liberare lo sviluppo economico.

 

Ambiente: Tutela del paesaggio attraverso l'archiviazione dei progetti come la TAV in Val di Susa e il Ponte sullo Stretto di Messina. No alla privatizzazione dell'acqua e attività a favore di un'agricoltura di qualità, no ogm e tesa a tutelare la biodiversità. La proposta si estende alla creazione di nuovi posti di lavoro mediante un piano per il risparmio energetico, lo sviluppo delle rinnovabili, la messa in sicurezza del territorio e la mobilità sostenibile.

 

 

Antonio Ingroia
(Foto: Reuters / )
Il leader di Rivoluzione Civile: "Dialogo con M5S, ma senza Grillo"
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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