I sondaggi non possono essere diffusi, ma ognuno tira l'acqua al proprio mulino. Mentre il Cav continua a parlare di sorpasso, dal centrosinistra risponde Renzi: "Sono numeri che non stanno in piedi, è impossibile. A destra c'è la corsia di emergenza, a sinistra quella di sorpasso. E' più facile che noi vinciamo anche in Lombardia e Veneto che loro vincano la Camera".
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Matteo Renzi rivoluzionario: “Se vinciamo noi, il cambiamento sarà radicale"
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Insomma, per il sindaco di Firenze il sorpasso è solo nella testa di Berlusconi. Ma a volare con i dati è anche il professor Monti, che nell'arco di tutta la giornata di ieri ha specificato "mai con il Pd" e poi a 'Linea Notte' si è ripreso dicendo: "nulla a che fare con questo centrosinistra" limando dunque quella che sembrava essere una netta chiusura. "No al centrosinistra per come è configurato oggi" ribadisce.
Poi Grillo entra prepotentemente nei calcoli dei sondaggi e la domanda è inequivocabile: "Se arrivasse quarto la prenderebbe come una sconfitta?". Monti: "Io quarto? Aspiro molto di più". Però ci tiene a precisare che arrivare quarto per un partito appena nato non è poi un risultato da buttar via: "Assolutamente no per un partito che è nato due mesi fa e che intende durare. Ma noi - prosegue- aspiriamo a molto di più".
In casa Lega intanto Maroni lancia frecciatine:"Ho rivisto Prodi. Mi raccomando non facciamo ritornare le mummie". Poi la raccomandazione: "lasciare la Lombardia alla sinistra di Bersani, Vendola e Prodi". Accanto a lui Berlusconi ha chiuso la manifestazione chiedendo alla platea di ripetere con lui: "Viva l'Italia, viva la nostra Lombardia, viva la Lega, viva il Pdl".
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