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Di Arianna Adamo | 19.02.2013 12:21 CET

La prima mano bionica al mondo in grado di restituire il senso del tatto sarà trapiantata a Roma entro quest'anno. Lo ha annunciato Silvestro Micera, ricercatore italiano dell'Ecole Polytechnique Federale di Losanna, durante il meeting della American Association for the Advancement of Science in corso a Boston.

http://www.epfl.ch/
Sarà trapiantata su un paziente di 20 anni che ha perso la mano in un incidente. La protesi intelligente arriva dalla Svizzera.

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Il primo paziente dovrebbe essere un ragazzo di 20 anni che ha perso la mano in un incidente. La mano bionica sarà connessa direttamente al sistema nervoso del paziente con degli elettrodi collegati a due dei nervi principali del braccio, il mediano e l'ulnare, e oltre ad essere controllata con il pensiero dovrebbe inviare, tramite sensori sulla superficie, anche i segnali relativi al tatto: ''Maggiori sono le sensazioni che un amputato ha dall'arto più grande e' la sua accettazione” ha spiegato Micera “questa potrebbe essere una nuova e più efficace soluzione clinica per questi pazienti entro pochi anni''.

Una vera rivoluzione, dunque, che permetterà a molti pazienti di riacquistare l'uso dei propri arti anche a livello sensoriale. Durante il meeting Micera ha riportato i risultati di lavori condotti su un periodo di quattro settimane che hanno migliorato il feedback sensoriale in persone con amputazioni utilizzando elettrodi impiantati. Questa interfaccia rappresenta una grande promessa per la sua capacità di creare un legame intimo e naturale con i nervi, perché è meno invasiva rispetto ad altri metodi.

Essa fornisce anche un flusso veloce e bidirezionale di informazioni tra il sistema nervoso e la protesi, con una conseguente esperienza più realistica e una funzionalità migliorata."Questo è un reale progresso, una vera speranza per amputati. Sarà la prima protesi in grado di fornire in tempo reale un feedback sensoriale. Essere in grado di sentire la mano come se fosse la propria permetterà alle persone di utilizzarla in un "modo più naturale, ricco ed efficace", ha aggiunto Micera.

Grazie a questo mano bionica il tatto sarà una cosa possibile. La sensibilità tattile epicritica permette di apprezzare con il tatto la durezza, la forma e le caratteristiche della superficie di un oggetto. Le fibre nervose che costituiscono la via epicritica sono sensibili al dolore e alle temperature comprese tra i 45 e i 55 gradi. Uno dei pazienti, Pierpaolo Petruzziello, 26 anni, è riuscito grazie al dispositivo a muovere le dita, fare un pugno, tenere oggetti come una bottiglia di acqua, ed è stato in grado inoltre di sentire gli aghi conficcarsi nella propria pelle.

Il prossimo obiettivo per il dott. Micera e il suo team sarà quello di sviluppare un modello con elettrodi che si trovano sotto la pelle, piuttosto che su di esso, che le consentano di restare sul braccio in modo permanente. Il modello attuale, che si basa su fili che viaggiano attraverso la pelle, può essere mantenuto per massimo un mese prima di essere rimosso.

Abbiamo provato a contattarlo ma il dott. Micera vuole aspettare gli eventuali risultati della sperimentazione prima di rilasciare altre dichiarazini. In ogni caso quella della "mano bionica" è un grande progetto che potrebbe permettere a milioni di persone di vivere in maniera “normale” nonostante la perdita di un arto: si stima che in Italia, causa diabete, si verifichino 600 mila amputazioni l’anno. Un numero altissimo che valorizza ancora di più il lavoro del team svizzero guidato dal dott. Micera.

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Mano bionica restituirà il tatto: un trapianto a Roma entro il 2013
(Foto: http://www.epfl.ch/ / )
Sarà trapiantata su un paziente di 20 anni che ha perso la mano in un incidente. La protesi intelligente arriva dalla Svizzera.
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