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Di Dario Caputo | 19.02.2013 13:30 CET

Nell'intervista rilasciata a Rainews24 Silvio Berlusconi torna a parlare del periodo nel quale lasciò Palazzo Chigi. Secondo il leader del Pdl: "Nel novembre 2011 non è vero che l'Italia era in una situazione estrema. Subimmo una pressione forte dal capo dello Stato, c'era l'imbroglio dello spread". Il Cavaliere ricorda anche che lui era "in contrasto con Francia e Germania perché volevano far ridurre il debito pubblico italiano di 50 miilardi l'anno. Io mi opposi perché noi siamo la seconda economia più solida dell'Europa. Obama e l'America preoccupati? Balle dei giornali! Il grande imbroglio di Monti è stato dire che l'Italia era sull'orlo del baratro".

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Nel corso dell'intervista Berlusconi torna ad attaccare Monti e la Germania per le misure d'austerità imposte alla nostra economia: "Siamo in una spirale recessiva pericolosa a causa della politica di austerità applicata dai tecnici su suggerimento dell'Europa. Dal 2002 l'economia della Germania è sempre migliorata, la nostra è sempre stata in discesa. Tutti i Nobel per l'economia lo predicano: la politica di austerity applicata a un'economia che già soffre porta alla recessione. Oggi in Europa ci sono 50 milioni di disoccupati o sotto occupati. da noi ha portato all'aumento della pressione fiscale, le famiglie hanno ridotto i consumi, l'ediliza ha perso 360mila posti di lavoro. Siamo a 3 milioni di disoccupati. Il consuntivo di questo Governo ha portato al peggioramento di tutti gli indicatori economici. Serve una inversione di marcia: meno tasse sulle imprese, sulle famiglie, sul lavoro ugale più produzione, più posti di lavoro, più entrate nelle casse dello Stato".  

Al perchè delle mancate riforme e a tutto il non fatto del passato il leader Pdl ripropone lo stesso leitmotiv di sempre, scaricando la colpa sui cattivi alleati e sui traditori del passato: "Non siamo stati al Governo con una maggioranza sufficiente per fare queste cose, ecco perché non le abbiamo fatte prima. Ad esempio nel 2006 mi assunsi il compito di promuovere la riforma della giustizia. Dopo un anno e mezzo ci ho rinunciato perché Fini, Follini ed altri volevano mantenere il consenso dell'Anm. Anche Casini ha avuto del suo".

Berlusconi ritorna al passato e ricorda che "nel '94 sono arrivato in politica e l'ho cambiata: nel 2001 ho condensato il programma in un contratto con gli italiani i cui impegni sono stati tutti realizzati, come riconoscono anche i critici come l'Università di Siena. Nel 2208 i punti erano sei: e nonostante la permamenza al Governo solo per tre anni e mezzo, sono stati tutti realizzati". Nel corso dell'intervista rilancia anche sulle prossime operazioni a cui lavorerà non appena andrà al governo: "Abolizione dell'Imu; restituzione dell'Imu 2012; metodi diversi di Equitalia con i contribuenti; dimezzamentro degli emulementi per i Parlamentari, dimezzamento dei parlamentari".  

Come temi del prossimo governo il Cavaliere ripropone anche il condono e l'impignorabilità della casa: "I condoni fanno emergere chi non ha pagato le tasse e paga importi che fanno comodo allo Stato ed è obbligato da quel momento a pagare le tasse. Il condono tombale si può fare solo con una profonda riforma del sistema fiscale, con il passaggio da un vecchio sistema al nuovo. In un momento di crisi i contribuenti devono tornare a sentire lo Stato amico".

Conclusione su Grillo, divenuto ormai un suo pensiero fisso: "Lui raccoglie il disgusto degli Italiani per la politica senza fare un solo passo avanti nella costruzione di qualcosa. Analizzando le sue liste ci siamo accorti che i candidati per oltre l'80% sono esponenti di ambienti dell'estrema sinistra. E' un pericolo per tutti perché può portare alla balcanizzazione del Parlamento". 

 

 

Il premier Silvio Berlusconi, in una foto d'archivio.
(Foto: Reuters / Alessandro Bianchi)
Silvio Berlusconi, in una foto d'archivio.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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