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Di Redazione IBTimes Italia | 19.02.2013 17:26 CET

«Si può dire ormai che l'Italia sia ormai una potenza tra i produttori di aerei». Era il 1918, e come ci ricorda Gallino ne "La scomparsa dell'Italia industriale", presto quel primato scomparirà, per inefficienza e clientelismo. A breve forse non avremmo più neppure una compagnia aerea di bandiera. Se si decidesse, ora che è scaduto l'embargo alla vendita (lock up) di vendere Alitalia a qualche straniero. Pazienza per i finti patriottismi, l'importante è che clienti e lavoratori dell'azienda siano soddisfatti. È difficile dire come si sia arrivato a questo punto, ricostruendo la storia, dal fallimento del 2008 alla recente crisi, alcuni problemi rimangono gli stessi: senza che siano stai mai affrontati seriamente.

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I fatti che hanno portato alla bancarotta nel 2008, oggi sono tornati sulle prime pagine della cronaca giudiziaria: il rinvio a giudizio degli ex manager (ad compresi) accusati di bancarotta, distrazione e dissipazione, tra il 2001 e il 2007.

Secondo l'accusa si sarebbe trattato di una perdita del valore della compagnia aerea con «operazioni abnormi sotto il profilo economico e gestionale» che avrebbero causato perdite per oltre 4 miliardi di euro. E poi la bancarotta. Inoltre l'ex ad Giancarlo Cimoli dovrà rispondere anche di due episodi di aggiotaggio per la diffusione di presunte notizie false al fine di ottenere variazioni del titolo Alitalia sui mercati. Prima di Cimoli (ad dal maggio 2004 al febbraio 2007), l'amministratore delegato è stato Francesco Mengozzi, ad dal 2001 al 2004, anche lui rinviato a giudizio.

Nel 2008 a salvar la patria arrivarono i "capitani coraggiosi", forti anche di qualche aiutino statale. All'epoca la coda della campagna elettorale venne giocata proprio su questo. Oggi, come neve al sole, finito il lock up, i capitani coraggiosi non ci sono più. Ma prima di andar via, come e se è ancora da vedere, qualcosa lo hanno fatto.

«Il Consiglio di Amministrazione di Alitalia, riunitosi in data odierna sotto la Presidenza di Roberto Colaninno, ha esaminato ed approvato una proposta di finanziamento soci convertibile, del valore di massimi 150.000.000 di euro, che ogni socio potrà sottoscrivere in rapporto alla quota azionaria detenuta». Invece di ricapitalizzare l'azienda però si chiede un prestito di fatto da parte dei soci, per prolungare l'agonia più che per salvare il paziente.

Un prestito da 150 milioni, su cui dovranno decidere l'assemblea dei soci, convocata per il 22 febbraio. Quasi tutti dovrebbero sottoscrivere il finanziamento. Air France, che con il 25% è il primo azionista, dovrebbe tirar fuori 37,5 milioni, cifra proporzionale alla quota detenuta. Unipol - Fonsai (4,4%) invece potrebbe tirarsi indietro, come anche qualche altro socio in difficoltà finanziaria.

Intanto 2 dei 150 milioni già sanno dove debbono andare: dovrebbero essere la buonuscita dell'attuale ad, Andrea Ragnetti. Che avrebbe smentito qualsiasi uscita dall'azienda ma non è escluso che dopo il 22 possano esserci delle novità in questo senso. Considerando poi che il 25 febbraio ci sarà un Cda in cui saranno presentati i conti del 2012.

Alitalia ha chiuso il 2012 con i conti in rosso, di circa 180 milioni di euro, arrivando quasi all'azzeramento del capitale.

«La compagnia perde 630mila euro al giorno, i 735 milioni di rosso accumulati nei quattro anni di gestione privata hanno bruciato quasi tutto il capitale, la liquidità in cassa si è assottigliata a 300 milioni», ricordava giorni fa su "La Repubblica" Ettore Livini.

Dopo Cai solo il tribunale? Forse no, si cerca infatti un compratore, che magari acquistando in tempo, nel 2008 o prima ad esempio, avrebbe potuto conservare un po' di valore all'azienda, ed evitare anche qualche guaio finito sulle prime pagine della cronaca. Quella di Alitalia però più che una caduta nel vuoto sembra una corsa ad ostacoli: in cui deve capire come poter sopravvivere, capire se e come cambiare il management attuale, capire a chi e a quanto vendere. Su questo punto Air France avrà sicuramente qualcosa da dire sulla trattativa. Nel caso si decidesse ad acquistare direttamente Alitalia, o comunque per decidere a chi, e per quanto, vendere.

 

 

Alitalia
(Foto: Fonte: Flickr / )
Foto scattata da rogimmi
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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