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Di Ilaria De Pasquale | 19.02.2013 19:09 CET

Lo rivela la Cgil, dichiarando che rientrano nella cifra shock precari - o part time involontari - disoccupati, scoraggiati, immediatamente disponibili a lavorare, e persone in cassa integrazione ("area della sofferenza occupazionale"). Molti si trovano in questa condizione da diversi anni.

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La fine del 2012 ha visto un accentuarsi delle ripercussioni della crisi economica e delle politiche di austerità introdotte dal governo Monti sul mondo del lavoro. I posti di lavoro persi nel solo periodo ottobre-dicembre sono quasi 200 mila, e il numero di occupati a fine anno è lo stesso di quello di sette anni prima. L'ultimo anno è stato peggiore che nei 27 paesi dell'Unione e nei 17 dell'area euro: circa un quarto dell'aumento dei disoccupati in Europa, infatti, è italiano.

La disoccupazione giovanile resta la maggiore criticità: il 2012 non smentisce gli ultimi quattro anni, in cui la cassa integrazione ha superato un miliardo di ore autorizzate. In particolare, il 2012 ha visto un aumento delle domande di disoccupazione e mobilità di oltre 280.000 unità rispetto al 2011. I giovani di 15-24 anni in cerca di impiego ammontano, a dicembre, a 606mila circa. Per questa fascia di età il tasso di disoccupazione è del 36,6%, in calo di 2 decimi di punto rispetto al mese precedente ma in aumento di 4,9 punti rispetto al dicembre 2011.

"Il protrarsi di una situazione di questo genere rappresenta ormai ben più di un gravissimo problema economico e sociale, ma diventa un vero e proprio problema democratico, la cui soluzione dovrebbe essere la priorità per tutti", afferma la Cgil che lancia l'allarme e presenta il suo "piano per il lavoro".

Il sindacato ritiene che i numeri disarmanti siano effetto del protrarsi della crisi ma anche di scelte politiche "che hanno negato la ripresa ed aggravato la situazione con politiche di austerità che non hanno lasciato spazio allo sviluppo".

In assenza di soluzioni al problema, considerando anche le previsioni poco incoraggianti per il 2013 su PIL e cassa integrazione, non saranno possibili inversioni di tendenza. Creare nuovo lavoro, o difendere quello già esistente", quindi, è "l'unica premessa per ogni proposta per uscire dalla crisi". 

 

 

L'Italia del 2012: 9 milioni di persone in difficoltà
(Foto: reuters / )
La CGIL rivela dati shock e denuncia le politiche di austerità
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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