Coni: le parole del nuovo presidente Giovanni Malagò, tra polemiche, futuro dello sport e Olimpiadi

Di Stefano Veneziano Broccia | 19.02.2013 21:33 CET
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Nel giorno della nomina come nuovo presidente del Coni, Giovanni Malagò ha affrontato subito molti dei temi che saranno al centro del suo prossimo quadriennio alla guida del Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Dalle polemiche con il numero uno della Federtennis, Angelo Binaghi, a quelle sulla presenza in Giunta del Calcio, passando poi per la candidatura olimpica del 2024, la lotta al doping e lo Sport nelle scuole.

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SORPRESA L'elezione di Giovanni Malagò è stata accolta da molti con grande sorpresa. Chi invece aveva pochi dubbi sul lavoro svolto era proprio il diretto interessato, che fin dal giorno della sua candidatura si era dimostrato sempre sicuro delle sue possibilità. "Alcuni miei interlocutori, soprattutto dell'altra parte, ironizzavano sulla mia candidatura - le parole del neo presidente Malagò intervistato da SkySport - Mi è stato anche suggerito a più riprese di ritirarmi, ma io ero conscio della realtà, della forza e della potenzialità della mia candidatura".

UN SOGNO "Il mio sogno era diventare presidente del Coni praticamente da sempre - le parole del nuovo numero uno dello sport italiano - Ho rifiutato anche incarichi importanti perché mi volevo dedicare anima e corpo a questa partita". Una nomina che di certo non è arrivata per caso: "Io in questi sette mesi ho lavorato come un pazzo - continua Malagò -  c'ho messo veramente tutto, ho battuto il territorio, sono andato a parlare con tantissima gente, presidenti provinciali, presidenti di società, delegati regionali, atleti, tecnici". Un grande lavoro lontano dai riflettori, che alla fine ha portato i suoi frutti:  "La partita si è chiusa formalmente oggi, ma in realtà è iniziata da diversi mesi con le elezioni delle varie Federazioni. Penso che quasi tutte le Federazioni che hanno cambiato presidente, forse tranne una, mi hanno tutte appoggiato. Ci ho messo molto cuore, molta passione e molta credibilità, perché sennò non si poteva andare da nessuna parte, è stato un insieme di queste componenti ed è andata bene".

TRASPARENZA Ha le idee chiare, almeno sulla carta, Giovani Malagò, deciso a portare avanti un progetto ambizioso: "Il mio deve essere un Coni per tutti. Rispetterò in modo religioso tutto quello che ho scritto nel mio programma, gli impegni che ho voluto portare avanti. Sarà una casa aperta, trasparente, partendo dalla base, dalle società sportive che sono in una crisi formidabile e che pagano dazio proprio al contesto congiunturale che stiamo vivendo nel nostro paese. Invece bisognerebbe incentivarle perché sono la spina dorsale di tutto il tessuto sportivo".

POLEMICA BINAGHI Non è stata però una giornata tutta rose e fiori. Pesanti, nei confronti del nuovo presidente del Coni, sono arrivate le dichiarazioni del numero uno della Fit, Angelo Binaghi: "Oggi ha vinto una maggioranza rimasta nascosta dietro al muretto, pronta a sparare su Pagnozzi appena possibile: in Sardegna si chiama imboscata". Parole a cui Malagò ha risposto in questo modo: "Trovo che nella vita è sicuramente difficile perdere e più difficile ancora vincere. Questa di Binaghi è un'uscita poco elegante che si commenta da sola e a cui non voglio replicare. Credo che tutto mi si possa dire, ad eccezione del fatto che avevo dei vantaggi ad affrontare questa sfida e che non l'abbia giocata tutta in salita".

CALCIO Non poche polemiche avevano suscitato anche le dichiarazioni di Malagò sul fatto di non appoggiare la presenza della Figc nella Giunta del Coni. Alla fine il presidente Abete è riuscito comunque ad entrare nell'esecutivo come ultimo degli eletti. Dopo la sua nomina Malagò è tornato nuovamente su questo fatto ed ha spiegato il suo punto di vista: "Io ho sempre detto che non avrei portato il calcio in Giunta. Funziona così, una volta che il presidente viene eletto, poi suggerisce ai propri elettori dei nomi nella categoria dei presidenti con cui deve lavorare o dovrebbe lavorare nel prossimo quadriennio. Io ero stato sincero e in quella cinquina non avevo messo il nome di Giancarlo Abete, avevo chiesto di votare per altre Federazioni ed altri presidenti. Poi ovviamente Abete, con cui ho un eccellente rapporto, è stato eletto grazie ai voti di un altro gruppo di elettori. Io ho portato altre tre candidature e sono felicissimo di ritrovarmi Giancarlo in giunta e di lavorare insieme, anche perché così dimostreremo che si può fare bene insieme. Io non ho mai contestato il calcio nella giunta, ho contestato un certo tipo di rapporto Calcio-Coni e Coni-Calcio che secondo me non ha fatto bene all'immagine di nessuna delle due parti. Adesso però siamo solo contenti di lavorarci sopra".

DOPING Argomento di grande attualità è quello della lotta al Doping: "E' una delle piaghe dello sport italiano e non solo. Io l'ho dichiarato da sempre, sarò il primo a combatterlo, bisognerà però capire gli investimenti da fare, la ricerca, i mezzi, le energie e gli uomini da utilizzare. Sempre restando in linea con i criteri impostati dall'organismo internazionale della Wada, che oggi funziona da supervisor sulla materia".  

SPORT E SCUOLA Altro punto importante affrontato da Malagò è quello del rapporto tra la scuola e lo sport: "La spina dorsale del paese, nello sport e non solo in quello, si fonda sulla funzionalità del sistema scolastico. Quando si parla di sistema si parla di didattica, di corpo insegnante, e soprattutto di infrastrutture. Se non c'è una casa non fai nulla. La casa delle scuole dove fare sport sono principalmente le palestre, e la realtà delle palestre è sotto gli occhi di tutti, però tutti lo dicono ma non è mai stato fatta una vera politica per cambiare quello che ci viene sottoposto. Bisogna portare avanti un percorso di un progetto in cui, coinvolgendo magari dei privati, queste palestre, questi luoghi, possono venire usufruiti fuori dagli orari scolastici.

CANDIDATURA OLIMPICA Il sogno di ospitare le Olimpiadi è sempre vivo. L'anno scorso Roma era andata ad un passo dal confermare la sua candidatura, ma alla fine saltò tutto per scelta del governo. Adesso, con la nomina del nuovo presidente del Coni, potrebbe tornare l'idea di provare a riportare la manifestazione a cinque cerchi in Italia. Ipotesi che lo stesso Malagò non esclude: "Aspettiamo a settembre e vediamo quello che succede a Buenos Aires (dove verrà annunciato il nome della città vincitrice per il 2020 ndr.). Vediamo se si creano le opportunità geopolitiche, se ci saranno allora qualunque persona appassionata di sport, e non solo, non può che credere in questa opportunità del 2024. Ovviamente con tutti i criteri e le caselle messe al posto giusto sotto il profilo della serietà della candidatura. Se ci saranno i presupposti saremo molto felici, però per il momento non mi sembra un tema all'ordine del giorno".

ASPETTANDO I FATTI Queste per ora le parole, solo le parole, non può essere altrimenti, del nuovo presidente del Coni, Giovanni Malagò, che adesso è atteso alla prova dei fatti. Sperando di non restare delusi perché, può risultare banale dirlo, ma lo Sport italiano ha bisogno di tutto, meno che di questo.

Giovanni Malagò, nuovo presidente del Coni
( Foto : Reuters / )
Giovanni Malagò, nuovo presidente del Coni
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